ARTE, luoghi e rigenerazione urbana. Brescia, Ex-stasis: una scultura a un anno del Teatro Borsoni

Un’installazione permanente trasforma via Milano in una piazza dell’arte. Nella filosofia neoplatonica di Plotino l’estasi rappresenta il culmine della condizione umana, un momento in cui la mente supera i propri limiti per ricongiungersi all’unità originaria: a partire da questa riflessione l’artista Patrick Tuttofuoco concepisce l’opera come un dispositivo contemplativo e attivatore, capace di stimolare la riflessione individuale e collettiva

Brescia, 25 settembre 2025 – Da semplice strada di passaggio a laboratorio culturale a cielo aperto, Via Milano continua a cambiare volto grazie a un progetto che unisce arte, architettura e rigenerazione urbana. La sera del 19 settembre scorso il Teatro Renato Borsoni ha celebrato il suo primo anniversario con l’inaugurazione di Ex-stasis, opera permanente realizzata da Patrick Tuttofuoco, che ha  vinto la call “Life Art al Teatro Borsoni: energia creativa per Brescia, la tua città europea”, promossa dal Centro Teatrale Bresciano (CTB), con il contributo del Comune di Brescia e il sostegno di A2A.

EX-STASIS: IL CONTESTO

Un appuntamento a cui hanno preso parte, oltre all’autore dell’opera, Patrick Tuttofuoco, il sindaco di Brescia Laura Castelletti, il presidente e l’amministratore delegato di A2A, rispettivamente: Roberto Tasca e Renato Mazzoncini, la presidente del Centro Teatrale Bresciano Camilla Baresani Varini, la curatrice dell’evento Valentina Ciarallo e l’architetto Camillo Botticini. L’installazione, scelta tra i 146 progetti pervenuti da tutta Italia, è in grado di dialogare con le forme architettoniche del teatro (struttura realizzata da Camillo Botticini) e si inserisce nel più ampio programma comunale Oltre la Strada, frutto dell’investimento di più di cinquanta milioni di euro in servizi, riqualificazione urbana, iniziative sociali, biblioteche e spazi culturali in una delle aree più complesse della città.

da sinistra: Laura Castelletti (sindaco di Brescia), Patrick Tuttofuoco (artista autore della scultura) e Valentina Ciarallo (curatrice dell’evento)

 

 

UN ANNO DI VITA DEL TEATRO BORSONI

«Il Teatro Borsoni è una scommessa che abbiamo vinto insieme, come amministrazione e come comunità – ha dichiarato Laura Castelletti, sindaco di Brescia –, oggi celebriamo il suo primo anno di vita, dodici mesi intensi, ricchi di eventi, emozioni e partecipazione, che hanno trasformato questo angolo di Via Milano in un punto di riferimento in cui arte, musica e teatro si incontrano e in cui grandi e piccini possono sentirsi parte di qualcosa di speciale. Grazie ad A2A, il Borsoni si arricchisce oggi di un nuovo, prezioso tassello artistico che ne rafforza l’identità. È un luogo che ha conosciuto molte vite: da fabbrica a spazio abbandonato e ora cuore pulsante della cultura cittadina. In tutta Italia i teatri chiudono, noi ne abbiamo aperto uno, non è stata una scelta semplice, ma il Borsoni è la dimostrazione che, con impegno e visione, possiamo rigenerare le aree dismesse della nostra città, trasformandole in luoghi di incontro e bellezza. Grazie al lavoro del Centro Teatrale Bresciano, sono certa che questo teatro continuerà a crescere e a diventare sempre più centrale nell’offerta culturale di Brescia, portando energia, creatività e comunità in Via Milano».

Laura Castelletti

 

 

MOTORE DI RIGENERAZIONE URBANA

«Ex-stasis è la dimostrazione che l’arte può diventare un motore di rigenerazione urbana, capace di restituire valore ai luoghi e rafforzare il legame con la comunità – ha sottolineato al riguardo Roberto Tasca, presidente di A2A –, per A2A, essere al fianco del Comune e del Centro Teatrale Bresciano in questa sfida significa ribadire che la cultura è un’infrastruttura essenziale tanto quanto i servizi che forniamo ogni giorno. Dopo l’esperienza di Brescia Bergamo Capitale italiana della Cultura, abbiamo voluto dare continuità al nostro impegno accompagnando la nascita del Borsoni e promuovendo la call Life Art. È il “modello Brescia”: una città che, come i migliori esempi europei, investe nella creatività come strumento di coesione e sviluppo».

NUOVA TAPPA NELLA RINASCITA

«Oggi celebriamo una nuova tappa della rinascita di via Milano. A2A ha accompagnato questo percorso con investimenti concreti, dalla sostituzione dei sottoservizi alla posa di reti intelligenti. Lo abbiamo fatto all’interno del progetto Oltre la strada e lo stiamo facendo oggi contribuendo alla riqualificazione del tratto est della via, investendo circa 4,5 milioni di euro. Ma l’impegno continua anche nella dimensione culturale – ha affermato Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A –, rigenerare un quartiere significa unire infrastrutture e servizi con la capacità di creare identità e appartenenza. È questa la visione che ci guida: integrare energia, tecnologia e ambiente per restituire ai cittadini luoghi vivi e condivisi».

Ex-stasis, Teatro Renato Borsoni Brescia

 

 

ARTE E RIGENERAZIONE URBANA

«Il Centro Teatrale Bresciano guarda con grande attenzione e fiducia al radicamento in città del nuovo Teatro Renato Borsoni – è il commento di Camilla Baresani Varini, presidente del CTB –, che in un solo anno di attività è già diventato un luogo vivo di cultura e partecipazione. Accogliere oggi, accanto al suo ingresso, l’opera Ex-stasis di Patrick Tuttofuoco, vincitrice della call promossa da Comune di Brescia e A2A, significa rafforzare ancora di più la vocazione del Borsoni come spazio di incontro, dialogo e innovazione. Questo teatro è per noi una priorità, perché rappresenta la sfida e la possibilità di creare nuovo pubblico e nuove comunità attraverso l’arte. L’installazione diventa così un simbolo di questo impegno, una presenza che arricchisce il quartiere e accompagna la crescita del nostro progetto teatrale».

LA CURATRICE DELL’EVENTO

«Con questo lavoro Tuttofuoco contribuisce ad arricchire uno spazio significativo per la città di Brescia e per la comunità di via Milano – ha aggiunto la curatrice Valentina Ciarallo – Il teatro è luogo di ascolto, dialogo e trasformazione, Ex-stasis ne amplifica l’energia e il senso di appartenenza. Sarà l’opera di tutti e per tutti, dove ritrovarsi e interagire, dove ognuno potrà riconoscersi individualmente e collettivamente». Un anno fa, l’inaugurazione del Borsoni aveva segnato l’apertura di un nuovo teatro cittadino, intitolato a Renato Borsoni, fondatore del Centro Teatrale Bresciano e figura centrale della vita culturale bresciana. Oggi quella scommessa culturale si arricchisce di un’opera permanente che trasforma lo spazio esterno del teatro in una vera piazza dell’arte. Per Brescia, che ha puntato sulla rinascita di via Milano e sta vedendo partire la bonifica dell’ex area Caffaro, dopo anni di attesa, il teatro e Ex-stasis sono il simbolo di una città che guarda al futuro partendo dalle sue periferie.

LA CITTÀ GUARDA AL FUTURO

La scultura, caratterizzata da una forma concava che evoca un abbraccio aperto, ha la superficie esterna vivacemente multicolore e un interno specchiante, simbolo di accoglienza e superamento di barriere, architettoniche o sociali. La base in ferro, a forma di «T», potrà venire utilizzata come seduta, rafforzando la dimensione partecipativa dell’opera. Alle otto della sera, dopo lo svelamento di Ex-stasis, è andato in scena lo spettacolo Quando l’arte incontra la vita, che ha chiuso la serata con un raffinato dialogo tra parola e musica. Jacopo Veneziani, storico e divulgatore, ha illustrato il significato dell’opera alla luce della tradizione artistica, mentre il pianista e compositore Gabriele Rossi ne ha offerto una suggestiva interpretazione musicale. Un contributo pensato appositamente per l’occasione, che ha legato la creazione di Tuttofuoco a una riflessione sul rapporto tra arte e comunità.

CENTRO TEATRALE BRESCIANO

Il Centro Teatrale Bresciano (CTB) opera nel settore teatrale dello spettacolo dal vivo dal 1974 (anno della sua fondazione su iniziativa del Comune di Brescia e della Provincia di Brescia, tutt’ora soci fondatori dell’ente insieme a Regione Lombardia) perseguendo l’originale esperienza della Compagnia della Loggetta (1960-1973). Dal 2015 l’ente è riconosciuto dal MIBACT come Teatro della Città di rilevante interesse culturale, collocando i tra i più importanti teatri di prosa a livello nazionale. Il CTB è anche il principale centro di diffusione dello spettacolo dal vivo e di promozione della cultura teatrale a livello cittadino e provinciale, grazie alla sua programmazione di spettacoli presso le sale direttamente gestite: Teatro Sociale, Teatro Mina Mezzadri e, recentemente inaugurato, Teatro Renato Borsoni. Il CTB organizza un’articolata Stagione, con numerose rassegne e titoli di produzione e ospitalità, equilibrando la proposta tra il sostegno al teatro di tradizione e di regia, e al teatro di ricerca e alle giovani compagnie, oltre a numerosi progetti multidisciplinari e site specific. Il CTB è presieduto da Camilla Baresani Varini e diretto da Gian Mario Bandera.

A2A E I TEATRI

A2A conferma il proprio impegno a favore delle comunità in cui è presente, sostenendo le principali istituzioni teatrali che contribuiscono ad arricchire il panorama culturale e a rafforzare la vita sociale del territorio. Da anni il Gruppo è al fianco del Centro Teatrale Bresciano. Dopo l’esperienza di Capitale Italiana della Cultura, A2A ha proseguito nel valorizzare il patrimonio culturale locale, sostenendo il Teatro Renato Borsoni e la call artistica Life Art, dedicata alla realizzazione di un’opera d’arte pubblica. L’opera Ex-stasis, di Patrick Tuttofuoco, si ispira al concetto di estasi (ex-stasis, dal greco essere fuori) intesa come condizione di sospensione e trasformazione interiore.

EX-STASIS: ESTASI QUALE CULMINE DELLA CONDIZIONE UMANA

Nella filosofia neoplatonica di Plotino l’estasi rappresenta il culmine della condizione umana, un momento in cui la mente supera i propri limiti per ricongiungersi all’unità originaria. A partire da questa riflessione, Patrick Tuttofuoco concepisce l’opera come un dispositivo contemplativo e attivatore, capace di stimolare la riflessione individuale e collettiva. «L’estasi come slancio oltre la ragione, dove individuo e città si riconoscono fuori dal tempo – afferma Patrick Tuttofuoco –, in dialogo con il teatro e radicata nel tessuto di Brescia, l’opera si offre come cucitura simbolica in un quartiere che è crocevia di storie, presenze e trasformazioni. Brescia è una città alla quale sono legato, che accoglie l’arte con autenticità, dove il dialogo tra spazio urbano e creatività si fa profondo. Qui la mia opera ha trovato ascolto, curiosità, entusiasmo. E certe connessioni vanno coltivate, come un discorso che non si è ancora concluso».

LA SCULTURA IN ACCIAIO

La scultura realizzata in acciaio si distingue per l’ampia forma composta da due grandi ali. La superficie esterna, vivacemente policroma, contrasta con l’interno riflettente. La struttura evoca un abbraccio aperto (memoria dell’iconografia della Madonna della Misericordia) che accoglie e protegge, avvolge e invita al confronto, offrendosi come segno di ospitalità e condivisione per l’intera comunità. L’acciaio riflettente, catturando e rifrangendo la luce, altera e trasforma lo spazio circostante e l’immagine di chi osserva, creando un gioco di percezioni multiple e un dialogo con l’ambiente urbano. Una presenza che induce a superare il dualismo tra soggetto e oggetto, a oltrepassare barriere architettoniche e sociali, richiamando l’idea dell’Uno nella diversità. Ex-stasis si configura come un insolito contrappunto di forme e forze, capace di creare un legame con l’edificio del Teatro e di portare una vibrante macchia di colore nel contesto.

PATRICK TUTTOFUOCO

L’opera poggia su una base a forma di «T» che richiama l’estetica industriale. L’elemento è pensato anche come seduta, rafforzando in questo modo la dimensione partecipativa dell’opera, che apre lo sguardo verso nuove sfide e possibilità. Patrick Tuttofuoco, nato nel 1974, è un artista riconosciuto a livello internazionale con un’importante esperienza nell’arte pubblica e urbana, sia in Italia che all’estero, e ha partecipato a numerose mostre in spazi pubblici ed istituzioni. Il suo lavoro si distingue per la costante ricerca e la continua sperimentazione di nuove tecnologie e materiali rendendo il suo linguaggio altamente innovativo. L’utilizzo di forme dinamiche e colorate dall’ascendenza pop, danno vita a installazioni in grado di creare un legame con il contesto urbano, architettonico e sociale. L’arte di Patrick Tuttofuoco è presente a Brescia anche con l’opera Minerva Gothica alla stazione metro di San Faustino.

Patrick Tuttofuoco

 

 

QUANDO L’ARTE INCONTRA LA VITA

Intervento di Jacopo Veneziani con accompagnamento musicale di Gabriele Rossi. In occasione dell’inaugurazione della nuova scultura urbana di Patrick Tuttofuoco, promossa dal Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con il Comune di Brescia e A2A, prende vita Ex-stasis. Quando l’arte incontra la vita, un evento che intreccia pensiero, parola e musica per riflettere sul ruolo dell’arte nello spazio pubblico. A guidare il pubblico in questo viaggio sarà Jacopo Veneziani, giovane storico dell’arte e divulgatore tra i più seguiti in Italia, capace di raccontare l’arte con profondità e leggerezza, rigore e passione. Il suo intervento si propone come una riflessione aperta e coinvolgente sul significato dell’arte pubblica oggi: non più semplice ornamento, ma strumento di relazione, memoria e trasformazione.

COME MUTA LO SGUARDO

Come cambia il nostro sguardo quando l’arte si sposta dal museo allo spazio pubblico? Quando non si limita a essere contemplata, ma entra nelle città, dialoga con le persone, intreccia le storie e le memorie dei luoghi? Da questa domanda prende forma un racconto vivo e partecipato, in cui l’arte si rivela non solo come linguaggio estetico, ma come gesto capace di scuotere l’ordinario, stimolare il pensiero critico e creare nuovi legami tra individui e territori. Il percorso si snoda attraverso esperienze artistiche emblematiche: dalle installazioni effimere della Galleria Inesistente a Napoli, alle forme gonfiabili abbandonate da Franco Mazzucchelli, dai giochi cromatici di Franco Summa ai cartelli visionari di Francesco Garbelli. L’arte, quando irrompe nello spazio urbano, diventa detonatore di immaginazione, apertura al fantastico, rottura del quotidiano.

CONFRONTO COL TERRITORIO

Ma l’arte urbana non è solo sorpresa: è anche ascolto e dialogo. Veneziani racconta come, negli anni, gli artisti abbiano imparato a confrontarsi con i territori e le comunità, superando il rischio di imposizione e cercando invece partecipazione. È il caso del Collettivo Lavoro Uno, che nel 1973 provocò una reazione inattesa tra gli operai della Magneti Marelli, o del Gruppo Salerno 75, che con i suoi calchi in gesso denunciava la desertificazione dei centri storici. L’arte diventa così voce collettiva, strumento di denuncia e di cura. La riflessione si approfondisce poi sul potere della scultura urbana di generare memoria e consapevolezza. Le opere di Francesco Somaini, Mauro Staccioli e Pietro Consagra non si limitano a occupare lo spazio: lo interrogano, lo trasformano, lo restituiscono alla coscienza pubblica. In questo contesto, l’arte diventa antidoto all’oblio, gesto che conserva e rilancia il senso dei luoghi.

SPAZIO E PERSONE

Negli anni più recenti, l’arte pubblica ha iniziato a dialogare non solo con lo spazio, ma con le persone. I lampioni di Alberto Garutti che si accendono alla nascita di un bambino, la squadra di calcio senegalese creata da Maurizio Cattelan, il microvillaggio itinerante di Marco Vaglieri: sono tutti esempi di come l’arte possa tessere legami invisibili, generare comunità, costruire esperienze condivise. Ad accompagnare questo racconto, la musica originale di Gabriele Rossi, giovane pianista e compositore, già apprezzato protagonista al Teatro Borsoni con Walter Veltroni nello spettacolo Le emozioni che abbiamo vissuto. Rossi, seguito da migliaia di appassionati sui social media, proporrà un percorso musicale pensato per amplificare le suggestioni dell’intervento di Veneziani, creando un dialogo profondo tra parola e suono.

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