Milano, 22 settembre 2025 – La mobilità è oggi uno degli ambiti più dinamici e complessi dell’economia: un ecosistema fatto di rischi e opportunità, competizione e cooperazione, ma anche di sperimentazione continua. È il terreno su cui si innestano le innovazioni più avanzate, dove la tecnologia anticipa i bisogni del mercato e i dati diventano la risorsa chiave per guidare le scelte delle imprese, migliorare la sicurezza e garantire un’esperienza sempre più personalizzata ai cittadini. È questo il contesto in cui ha avuto luogo il convegno sull’Assicurazione che cambia: AI, Dati e Tecnologia”, organizzato da Insurance Connect in collaborazione con OCTO, che a Milano ha riunito compagnie, istituzioni e player tecnologici per discutere il futuro del settore assicurativo e della mobilità intelligente.
IL CONVEGNO DI MILANO
Ad aprire i lavori è stato Corrado Sciolla, CEO di OCTO, che ha sottolineato il mutamento di paradigma in atto: «Tutte le anime del settore della mobilità, compagnie di assicurazioni in primis, sono ormai convinte che la tecnologia porti valore sia internamente sia sul mercato. Ma il vero salto sarà passare da una logica reattiva a una predittiva, in grado di anticipare i comportamenti, prevenire i rischi e migliorare i processi». Un tema cruciale, in un mercato auto in crescita come evidenzia l’ultimo Rapporto ANIA: nel primo trimestre il comparto ha registrato premi per 5,2 miliardi di euro (+8,2%), sostenuti dall’aumento dei veicoli assicurati (+2,3%) e dalla crescita del premio medio (+4,1%). Il ramo danni ha segnato un incremento complessivo del 7,6%, con l’auto in primo piano (+7,5%) e picchi nell’RC Auto (+6,1%). Una dinamica positiva che, tuttavia, si accompagna a rischi crescenti dovuti al maggior numero di immatricolazioni e all’invecchiamento del parco circolante. «Un peggioramento del loss ratio è un rischio concreto per le compagnie – ha ricordato Sciolla -, proprio per questo AI e telematica diventano leve essenziali per contenere i costi, ridurre le frodi e velocizzare i sinistri».

MUTAMENTO DI PARADIGMA IN ATTO
La trasformazione in corso segna il passaggio da un modello basato sulla proprietà privata dell’auto a nuove forme di mobilità condivisa, flessibile e multimodale, fondate più sull’utilizzo che sul possesso. È una vera democratizzazione della mobilità, che apre la strada a soluzioni diversificate e sempre più vicine alle esigenze dei cittadini. Perché questa evoluzione possa realizzarsi appieno, è però necessario rafforzare la cultura del rispetto dei beni collettivi e valorizzare in modo strutturato il patrimonio di dati generato dalla tecnologia. I dati non sono più semplici numeri, ma rappresentano il vero carburante capace di accelerare lo sviluppo di prodotti e soluzioni mirati, con benefici concreti per assicurati, imprese e per l’intero ecosistema della mobilità.
IL BARICENTRO DI OCTO: DAL PRODOTTO ALLA GUIDA
Leader globale della telematica applicata alla mobilità, con oltre venti milioni di guidatori profilati, seicentodieci miliardi di chilometri analizzati e tredici milioni di incidenti stradali rilevati, OCTO sposta il baricentro dal prodotto al comportamento di guida. Le sue piattaforme intelligenti consentono di passare da un’assicurazione statica a soluzioni dinamiche e personalizzate, basate sul chilometraggio e sullo stile di guida. Dalla riduzione degli incidenti causati dalla distrazione – che secondo Istat rappresentano il 30% dei sinistri in Italia ed Europa – alla valutazione immediata dei danni con l’intelligenza artificiale, fino a modelli antifrode e pricing predittivo, l’innovazione apre la strada a un ecosistema più sicuro, efficiente e sostenibile.
MERCATO ITALIANO DELLA TELEMATICA
Il mercato italiano della telematica si conferma tra i più evoluti al mondo, grazie a investimenti costanti in innovazione e tecnologie avanzate. In questo contesto OCTO ha sviluppato soluzioni che permettono di valorizzare i dati di guida in chiave assicurativa, dalla video ispezione alla ricostruzione dei danni in caso di sinistro, contribuendo a ridurre i tempi di liquidazione e a limitare i rischi di frode. «Abbiamo uno scoring attuariale, DriveAbility®, basato sui comportamenti di guida e un accordo con Mastercard, dove con la loro piattaforma di rewards e il nostro algoritmo proprietario, possiamo aiutare a ridurre il costo del premio e dare anche la possibilità ai clienti di accedere a nuovi servizi», prosegue il CEO di OCTO.
QUOTIDIANA VALUTAZIONE DEI SINISTRI
Il lavoro quotidiano con le principali compagnie assicurative dimostra benefici tangibili: efficientamento interno, riduzione dei costi, modernizzazione dei processi e rafforzamento del posizionamento competitivo. Anche i clienti, sempre più consapevoli, scelgono di condividere i propri dati in cambio di un valore aggiunto concreto. Tra i principali vantaggi: una valutazione più accurata del rischio, una gestione più rapida ed efficace dei sinistri e una maggiore fidelizzazione resa possibile da un dialogo personalizzato e continuo. Tra auto private, sharing, flotte e micromobilità, l’ibridazione della mobilità richiede nuove formule assicurative. Testimonianze di player come Sara Assicurazioni, Generali Jeniot e Telepass Assicura hanno evidenziato la necessità di modelli flessibili, capaci di integrare dati, servizi e partnership cross-settoriali.
MODELLI FLESSIBILI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Parallelamente, molte compagnie stanno già implementando AI e GenAI nei processi interni: dal claims management all’analisi antifrode, fino a veri e propri “co-piloti” intelligenti per la gestione dei sinistri. La transizione non è solo tecnologica deve essere anche culturale e regolatoria. Se da un lato il GDPR tutela i cittadini, dall’altro vincoli troppo rigidi rischiano di frenare l’adozione di AI e telematica, limitando la personalizzazione delle polizze. Per questo servono alleanze consapevoli tra pubblico e privato e un uso etico dei dati, che diventano la vera moneta di scambio tra cittadini, imprese e istituzioni. Dunque, il messaggio finale è chiaro: nessun attore può affrontare da solo la sfida della mobilità del futuro. Servono ecosistemi collaborativi e un utilizzo etico dei dati che restituisca valore a cittadini e istituzioni.



