Milano, 21 settembre 2025 – A quarant’anni dalla storica collaborazione tra Warhol e Basquiat, due maestri dell’arte contemporanea italiana (Franco Mazzucchelli e Fulvio Morella) si incontrano in un dialogo inedito che celebra il gioco come esperienza estetica, culturale e sociale. Il risultato è LUDI, ovvero L’Arte è un Abbraccio, una mostra immersiva e multisensoriale allestita a Milano presso la sede della Regione a Palazzo Lombardia (Spazio N3), evento curato da Sabino Maria Frassà. Esso è promosso da Cramum in collaborazione con la Regione Lombardia e riceve il patrocinio del Comitato italiano paralimpico (CIP) e dell’INJA Louis Braille di Parigi. Si tratta di un’attività che viene posta in essere nel quadro dell’Olimpiade culturale di Milano Cortina 2026, programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà il Paese al fine di promuovere i valori olimpici, oltreché valorizzare il dialogo tra arte, cultura e sport in vista dei Giochi invernali, che l’Italia ospiterà dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.
LUDI: I LIMITI NON ESISTONO
LUDI è il secondo appuntamento del ciclo I limiti non esistono, un progetto artistico e culturale che, attraverso l’arte multisensoriale di Fulvio Morella, tocca i luoghi simbolo delle prossime Paralimpiadi Invernali Milano, Cortina e Val di Fiemme, allo scopo di promuovere inclusione, accessibilità e partecipazione. Dopo la tappa trentina al Museo Arte Contemporanea di Cavalese e prima della conclusione nella Perle delle Dolomiti, Morella ha voluto coinvolgere Franco Mazzucchelli, suo caro amico e maestro dell’arte gonfiabile, per dare vita a un confronto profondo tra linguaggi, forme e materiali. Le opere in mostra sono il risultato di un autentico processo di collaborazione: tutto nasce dal disegno inedito di Morella LUDI, reinterpretato da ciascun artista secondo il proprio linguaggio e i propri materiali, ma mantenendo un costante dialogo formale e concettuale. Il pubblico sarà accolto da un’installazione immersiva composta da elementi gonfiabili monumentali in PVC e da sculture lignee tornite e arricchite da scritte in braille, pensate per essere esplorate anche attraverso il tatto.

ARTE MULTISENSORIALE: LINGUAGGI, FORME E MATERIALI
La sequenza delle opere suggerisce un percorso esperienziale che invita a toccare, attraversare e giocare con l’arte, superando ogni distanza tra spettatore e opera. Illustra al riguardo Sabino Maria Frassà, chratore dell’evento, che «Franco Mazzucchelli e Fulvio Morella hanno collaborato intensamente per oltre due anni alla realizzazione di LUDI, un progetto nato da un processo creativo condiviso e sviluppato intorno alle ellissi dell’inedita forma LUDI concepita da Morella. Il risultato è un linguaggio condiviso fatto di forme essenziali e superfici vive, opere tattili e inclusive, in acciaio, PVC e legno di amaranto, pensate non solo per essere osservate, ma vissute: attraversate, toccate, interpretate con il corpo, gli occhi, le mani e il cuore. Lungi dal proporsi come oggetti statici, le opere costruiscono uno spazio immersivo e partecipativo, in cui la distanza tra arte e spettatore si annulla, trasformando il pubblico in parte attiva dell’esperienza. L’arte diventa così azione generativa: non si limita a rappresentare, ma dà forma concreta ai valori di relazione e fratellanza, invitando ogni visitatore a entrare nel ludus, il gioco artistico stesso. Coinvolgendo e meravigliando, risveglia quella dimensione ludica spesso sopita nell’età adulta: libera creatività, favorisce connessioni e rigenera l’esperienza, restituendo al pubblico uno spazio di libertà, immaginazione e scoperta».
PVC E LEGNO COLOR AMARANTO
Questo, invece, il commento espresso riguardo all’evento da Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia: «Regione Lombardia ospita presso i suoi spazi istituzionali la mostra LUDI l’Arte è un Abbraccio per testimoniare il valore universale dell’arte. Attraverso queste opere sarà possibile confrontarsi e riflettere sul potere inclusivo dello sport, metafora dei limiti e al contempo delle infinite risorse umane. I prossimi Giochi paralimpici invernali rappresentano uno straordinario investimento per Regione Lombardia costantemente impegnata a offrire servizi innovativi per diventare una comunità sempre più accogliente, accessibile e attenta alle persone con bisogni speciali e disabilità. Le discipline sportive permettono alle persone con disabilità di vivere un’esperienza di grandi opportunità per mostrare attitudini e talenti. Perché chi ha abilità speciali, lo dimostra sul terreno di gioco così come nella vita e le opere di LUDI lo sapranno raccontare».

LO SPIRITO DELL’OLIMPIADE
«LUDI L’Arte è un Abbraccio rappresenta pienamente lo spirito dell’Olimpiade culturale di Milano Cortina 2026, un percorso che unisce arte, sport e inclusione per costruire una società più aperta e consapevole – afferma Domenico De Maio, Education and Culture Director di Milano Cortina 2026 -, questa mostra è un esempio virtuoso di come la cultura possa diventare strumento di partecipazione attiva, capace di abbattere barriere e creare connessioni autentiche tra le persone. Il dialogo tra Franco Mazzucchelli e Fulvio Morella, tra materiali e linguaggi diversi, ci ricorda che la bellezza nasce dall’incontro e dalla condivisione. Ringrazio Cramum e Regione Lombardia per aver dato vita a un progetto che interpreta con forza e sensibilità i valori che ci guidano verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026».
IL CORPO DI LAVORI INEDITI DEL «SARTO DELL’ARIA»
La mostra è un’occasione unica per scoprire un corpo di lavori inediti di due artisti tra i più autorevoli della scena italiana e internazionale. Franco Mazzucchelli, due volte presente alla Biennale di Venezia e in collezione permanente al Centre Pompidou di Parigi, è celebre come «il sarto dell’aria» per i suoi interventi urbani (Abbandoni) e per aver reinventato il PVC come materiale artistico. Le sue forme morbide, colorate e accoglienti trasformano lo spazio e stimolano una partecipazione fisica ed emotiva. Fulvio Morella, vincitore del Premio alla Carriera D’Andrade, è presente con le sue opere nelle collezioni di prestigiosi musei internazionali, tra cui il Monnaie di Parigi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna e il Victoria and Albert Museum di Londra. La sua poetica si fonda sull’inclusività, attraverso l’uso del legno tornito, delle stelle e della scrittura braille, che trasforma la materia in superfici tattili di grande rigore formale. Tutte le opere di Fulvio Morella in mostra appartengono al ciclo inedito Blind OP (Blind Optical Art), con cui l’artista sperimenta un linguaggio visivo e tattile che fonde optical art e scrittura braille, aprendo l’esperienza estetica a più livelli sensoriali e a una sempre maggiore inclusione.

HOP ART: HAND OPTICAL ART
Per descrivere questa traslazione dell’Op Art dalla vista alla mano, Morella ha coniato anche il termine HOP Art (Hand Optical Art): un modo per sottolineare come, in coerenza con tutta la sua poetica, anche la sua Optical Art non sia soltanto da guardare, ma da esplorare con il tatto. Le opere giocano sull’alternanza di vuoti e pieni e sull’ambiguità tra cerchio e ovale, generando effetti di movimento e di illusione ottica. Non si tratta però soltanto di un inganno visivo: le combinazioni tecnico-materiche sono studiate per “confondere” anche il tatto, creando un’illusione percettiva multisensoriale. Alla visione innovativa di questo ciclo ha aderito anche Franco Mazzucchelli, interpretandola con il suo linguaggio fatto di aria e PVC: così la Blind OP diventa un tassello fondamentale del terreno condiviso di arte, bellezza e inclusione su cui si fonda LUDI. Nella mostra, le sue sculture degli artisti dialogano, dando vita a un linguaggio condiviso che traduce il concetto di gioco in un gesto inclusivo e partecipativo. L’amicizia personale tra i due artisti si trasforma in espressione creativa, e l’arte diventa il luogo in cui l’eccellenza individuale e l’apertura all’altro non solo convivono, ma si valorizzano reciprocamente, senza mai sovrapporsi né prevalere. Un autentico inno alla coesione, alla gioia e alla bellezza dell’incontro.
DUE MAESTRI E UN SOLO GIOCO
Afferma Sabino Maria Frassà: «A quarant’anni dalla storica collaborazione tra Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat, due protagonisti della scena artistica contemporanea italiana, Franco Mazzucchelli e Fulvio Morella danno vita, a Palazzo Lombardia di Milano, a LUDI L’Arte è un Abbraccio, un progetto artistico inedito, nato da una profonda amicizia personale e da una comune visione dell’arte come strumento di relazione, conoscenza e condivisione LUDI non è una semplice mostra di due artisti, ma un progetto organico e unitario, sviluppato intorno al concetto di ludus: la parola latina che indica tanto il gioco quanto la scuola. Riprendendo l’antica idea – già cara a Platone e ai Romani – che il gioco possa essere non solo svago ma anche formazione, Mazzucchelli e Morella propongono un’arte che con gioia coinvolge, educa e crea coesione. Come affermava Platone “Non bisogna mai educare i giovani senza il gioco. Se si impara giocando, la lezione si imprime più a fondo” (Le Leggi, VII, 803c) e, come ribadiva Maria Montessori, “il gioco è il lavoro del bambino” ne La scoperta del bambino, del 1907».
LA FORZA È NELLA RICERCA
Prosegue il curatore dell’evento: «Ma la forza di LUDI e della ricerca da cui è scaturita è l’essere intra-generazionale, rivolgendosi anche a chi bambino, anagraficamente, non lo è più. Attraverso l’arte, Mazzucchelli e Morella vogliono risvegliare quella dimensione ludica spesso repressa nella vita adulta, riconoscendo il gioco come motore di creatività, libertà e connessione. In questa intenzione risuona l’eco di Johan Huizinga, pedagogo, filosofo e storico della cultura olandese, che nel 1938, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, denunciava come la perdita del gioco libero rischiasse di portare al degrado della cultura e all’impoverimento della vita umana. Scriveva infatti: “Il gioco è più antico della cultura, poiché la cultura, pur presupponendo sempre la società umana, non presuppone il gioco, mentre il gioco è presente ovunque vi sia vita. Anche l’arte è nata nel gioco ed è ancora un gioco”, Homo Ludens, 1938, cap. I. LUDI nasce dunque da questa visione condivisa: l’arte come esperienza formativa, rigenerante e partecipativa, capace di creare connessioni profonde e di liberare energie creative spesso sopite».

LE ASSONANZE CON WARHOL E BASQUIAT
Il progetto trova numerose assonanze con la celebre collaborazione tra Warhol e Basquiat, in particolare con l’opera Olympic Rings (1985), realizzata per celebrare le Olimpiadi di Los Angeles 1984: un evento carico di valori universali come inclusione, fratellanza tra i popoli, eccellenza e rispetto. Come allora Warhol e Basquiat partivano da un simbolo condiviso per intrecciare i loro linguaggi, così Mazzucchelli e Morella scelgono l’ovale come punto di partenza comune. Tuttavia, se Warhol e Basquiat lavoravano su un logo, decostruendolo e sovvertendolo, Mazzucchelli e Morella vanno oltre: non reinterpretano un segno grafico, ma danno forma ai valori autentici delle Olimpiadi e dei Ludi, celebrando inclusione, gioia, collaborazione e superamento dei limiti. L’arte “congiunta” di Mazzucchelli e Morella non si limita a rappresentare: invita il pubblico a entrare nel ludus stesso, a diventare parte attiva del gioco artistico.
DECOSTRUZIONE E SOVVERSIONE
Attraverso sculture gonfiabili o lignee, superfici tattili e forme aperte all’interazione, i due artisti costruiscono uno spazio partecipativo, in cui lo spettatore non è osservatore passivo, ma protagonista del gioco creativo. Le opere di LUDI non sono semplicemente in dialogo tra loro: sono concepite insieme, nate da un reale processo di collaborazione creativa, durato due anni. Mazzucchelli, maestro dei gonfiabili in PVC, e Morella, noto per l’uso del legno tornito e del Braille, mettono a disposizione del progetto le rispettive eccellenze tecniche, senza competere, ma riconoscendo e valorizzando reciprocamente il talento dell’altro. L’amicizia nella cultura e nell’arte, spesso sottotraccia, emerge qui come una forza potente che permea l’intero progetto, rendendo ogni opera un gesto di fiducia e sostegno reciproco. Tutte le opere di Fulvio Morella in mostra appartengono al ciclo inedito Blind OP (Blind Optical Art), con cui l’artista sperimenta un linguaggio visivo e tattile che fonde optical art e scrittura braille, aprendo l’esperienza estetica a più livelli sensoriali e a una sempre maggiore inclusione.
TRASLAZIONE IN UNO SPAZIO PARTECIPATIVO
Per descrivere questa traslazione dell’Op Art dalla vista alla mano, Morella ha coniato anche il termine HOP Art (Hand Optical Art): un modo per sottolineare come, in coerenza con tutta la sua poetica, anche la sua Optical Art non sia soltanto da guardare, ma da esplorare con il tatto. Le opere giocano sull’alternanza di vuoti e pieni e sull’ambiguità tra cerchio e ovale, generando effetti di movimento e di illusione ottica. Non si tratta però soltanto di un inganno visivo: le combinazioni tecnomateriche sono studiate per confondere anche il tatto, creando un’illusione percettiva multisensoriale. Alla visione innovativa di questo ciclo ha aderito anche Franco Mazzucchelli, interpretandola con il suo linguaggio fatto di aria e PVC: così la Blind OP diventa un tassello fondamentale del terreno condiviso di arte, bellezza e inclusione su cui si fonda LUDI. Mazzucchelli impiega il PVC gonfiabile per creare strutture leggere e mobili, capaci di trasformare lo spazio e stimolare la partecipazione fisica del pubblico.

CONFONDERE IL TATTO
Le sue installazioni, eredi degli storici “Abbandoni”, sono pensate per riattivare lo stupore e il coinvolgimento diretto. Morella, maestro nella lavorazione del legno, porta nella mostra la sua straordinaria perizia nella tornitura manuale e nell’uso del Braille, trasformando la materia in superficie accessibile e multisensoriale. La sua ricerca oltrepassa i confini tra arte e design, ponendo al centro il tatto, l’esplorazione e l’inclusione sensoriale. Per entrambi, l’interazione con il pubblico non è un accessorio, ma un principio fondativo: l’opera esiste pienamente solo quando viene vissuta, toccata, abitata, condivisa. È da questa interazione che un oggetto fisico trova la forza per diventare opera. La partecipazione attiva dello spettatore, il coinvolgimento fisico ed emotivo, la stimolazione simultanea di più sensi (vista, tatto, movimento) sono quindi elementi centrali e consapevoli del loro percorso artistico. Insieme, Mazzucchelli e Morella modellano forme primarie e superfici vive, costruendo opere che non si contemplano soltanto, ma si esplorano: da toccare, attraversare, interpretare con corpo, occhi, mani e cuore.
GLI STIMOLI INDOTTI DALL’OPERA DI MAZZUCCHELLI E MORELLA
LUDI L’Arte è un Abbraccio si pone dunque come un progetto raro e innovativo, nel quale l’amicizia personale si fa gesto creativo e l’arte diviene luogo in cui eccellenza individuale e apertura all’altro convivono e si esaltano reciprocamente, senza mai sovrapporsi e senza mai sopraffare. Insomma, un inno alla collaborazione, alla gioia e alla bellezza dell’incontro.



