Roma, 12 settembre 2025; a cura di Openpolis, https://www.openpolis.it/anche-nellaccesso-alluniversita-i-divari-sociali-alimentano-quelli-educativi/?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=poverta-educativa – Tra le cause di questa tendenza, le disparità sociali e l’origine familiare assumono un’importanza fondamentale. A questo si aggiungono i profondi divari territoriali. Criticità che, specie nei momenti di crisi, se non compensate possono allontanare ragazze e ragazzi dagli studi universitari.

POVERTÀ EDUCATIVA
L’Italia è ancora agli ultimi posti in Ue rispetto al numero dei giovani laureati, con una quota del 31,6%, rispetto a una media europea del 44 per cento. Tra le cause di questa tendenza, le disparità sociali e l’origine familiare assumono un’importanza fondamentale. A questo si aggiungono i profondi divari territoriali. Tra i paesi europei, l’Italia è agli ultimi posti per quota di giovani laureati o con un titolo terziario equivalente. In media nel 2024 nell’Unione europea il 44,1% dei giovani tra venticinque e trentaquattro anni aveva un titolo di studio terziario (come la laurea). Una quota in progressivo avvicinamento all’obiettivo del 45% entro il 2030, come stabilito dal consiglio dell’Unione europea nell’ambito del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione.
LAUREATI IN ITALIA
Per quanto riguarda l’Italia, nel 2024 il 31,6% dei giovani tra venticinque e trentaquattro anni era in possesso di un titolo di studio terziario. Dato in crescita rispetto al 30,6% dell’anno precedente e al 29,2% del 2022, ma che pone il nostro paese al penultimo posto in Europa, prima della Romania (23,2%). Circa la metà dei paesi Ue ha già raggiunto l’obiettivo del 45% di giovani laureati. Nell’anno più recente del quale risultano disponibili i dati, cioè il 2024, uno sguardo sulle percentuali di laureati tra i venticinque e trentaquattro anni nei vari Paesi europei rivela un panorama diversificato. In cima alla classifica, con le percentuali più elevate, troviamo l’Irlanda, dove quasi due terzi dei giovani adulti (65,2%) ha completato un’istruzione di livello terziario, come quella universitaria. A poca distanza si posizionano il Lussemburgo, con il 63,8%, e Cipro con il 60,1 per cento. La Lituania e i Paesi Bassi completano la lista dei primi cinque stati, registrando rispettivamente il 58,2% e il 55,1 per cento.
DIFFUSIONE DELL’ISTRUZIONE DI LIVELLO SUPERIORE IN EUROPA
Cifre che indicano un quadro di paesi in cui l’istruzione superiore è ampiamente diffusa tra i giovani adulti. In aggiunta a quelli citati, altri otto Stati, pur con quote inferiori, hanno comunque già raggiunto la soglia europea del 45 per cento. Al contrario, risultano molto lontani dal target alcuni paesi dell’Europa orientale e meridionale. Parliamo in particolare della Slovacchia (37,2%), della Repubblica Ceca (33,5%), dell’Ungheria (32,3%), oltre alle già citate Italia e Romania. A questo punto vengono elaborate le previsioni sulla condizione dei giovani in Italia nel 2030: dopo la pandemia da Covid-19 la situazione presenta luci e ombre, con segnali di peggioramento e allo stesso tempo di rinnovato impegno. Un investimento su questa fascia d’età sarebbe cruciale, tuttavia la dinamica demografica rischia di allontanare l’attenzione dalla loro condizione.



