MAROCCO, ricostruzione post-sisma 2023. A Marrakech l’85% delle abitazioni sono state ricostruite

Secondo i dati forniti dalla pubblica amministrazione del Regno nordafricano, attualmente soltanto un numero esiguo di famiglie sinistrate, il 4% del totale, non ha ancora potuto procedere all’avvio dei lavori di ricostruzione. Le complessità vengono comunque superate e si ritiene che la rinascita dei quartieri distrutti dal terremoto dell’8 settembre di due anni fa avverrà in tempi rapidi. Quella notte, la regione di Marrakech Safi, lungo la catena montuosa dell'Atlante, venne sconvolta da un evento di magnitudo 6.9 che provocò tremila vittime. Oggi il Paese nordafricano guarda avanti, proiettato alla crescita e al grande evento dei Campionati mondiali di calcio del 2030 che si disputeranno negli stadi delle maggiori città del Regno, così come in quelli di Spagna, Portogallo e Sud America. La struttura del Complexe Mohammed VI de Football, alle porte di Rabat, una sorta di «Coverciano del Marocco», ospita gli sportivi che si preparano alle competizioni

 Marrakech, 8 settembre 2025 – L’operazione di ricostruzione e riabilitazione delle abitazioni colpite dal terremoto di Al Haouz a Marrakech procede a ritmo sostenuto, con un tasso di avanzamento che ha raggiunto l’85 per cento.

LAVORI DI RICOSTRUZIONE POST-SISMA

Grazie all’impegno congiunto delle autorità locali e delle diverse parti interessate, i lavori rispettano la tempistica prevista. Avviati nel febbraio 2024, i lavori di ricostruzione e riabilitazione hanno già portato alla realizzazione di 2.620 case d’abitazione, edificate secondo la normativa standard tecnica e antisismica. Ad avviso delle autorità locali, il tasso di avanzamento dei lavori di ricostruzione dovrebbe attestarsi al 90% entro la fine di questo mese, per raggiungere il 96% entro la fine di novembre. Malgrado le difficoltà di natura logistica e tecnica, la velocità di esecuzione delle opere ha superato quella registrata in altre casi simili verificatisi in altri paesi ne mondo, nei quali le attività di ricostruzione hanno richiesto almeno tre anni di tempo.

IL 4% DEI TERREMOTATI È ANCORA SENZA TETTO

Soltanto un numero esiguo di famiglie sinistrate, il 4% del totale, non ha ancora potuto procedere all’avvio dei lavori di ricostruzione, principalmente a causa di controversie sulle eredità degli immobili oppure di difficoltà tecniche di vario genere. Da Rabat, le autorità del Regno nordafricano hanno reso noto che in questi casi si è provveduto ad avviare le procedure legali finalizzate a una composizione delle citate controversie, anche mediante un sollecito nei confronti degli stessi beneficiari dell’assistenza pubblica. Le operazioni preliminari alla ricostruzione hanno imposto sforzi ingenti, a cominciare dal censimento della popolazione colpita dal sisma e dallo sgombero delle macerie di oltre 2.300 edifici crollati, quindi si è passati alla fase del rilascio dei permessi di costruzione.

GUARDARE AVANTI

Le complessità sono state comunque superate e il bilancio è dunque positivo, poiché si ritiene che la rinascita dei quartieri distrutti dal terremoto che vi fu tra l’8 e il 9 settembre di due anni fa avverrà in tempi rapidi. Quella notte la regione di Marrakech Safi, sita lungo la catena montuosa dell’Atlante, venne sconvolta da un sisma di magnitudo 6.9 che provocò tremila vittime. Oggi il Paese nordafricano guarda avanti, proiettato alla crescita e al grande evento dei Campionati mondiali di calcio del 2030 che si disputeranno negli stadi delle maggiori città del Regno, così come in quelli di Spagna, Portogallo e Sud America. La struttura del Complexe Mohammed VI de Football, alle porte di Rabat, una sorta di Coverciano del Marocco, ospita gli sportivi che si preparano alle competizioni.

COMPLEXE MOHAMMED VI DE FOOTBALL

Esso è il punto di riferimento di tutte le nazionali marocchine, sia maschili che femminili, fino all’under 13. Vi prestano la loro opera a diverso titolo duecento persone e consta di cinque hotel, undici campi da gioco, un ristorante e un centro medico all’avanguardia, alimentato totalmente a energia fotovoltaica. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, lo ha collocato fra i primi tre impianti del suo genere per importanza al mondo. «Nel corso della Coppa d’Africa vi avranno luogo anche tutte le attività della Federazione – afferma Hassan Kharbouch, direttore della struttura –, si tratta di un progetto il cui sviluppo ha preso avvio quindici anni fa, quando vennero realizzati 145 campi per i giovani in varie regioni del Regno».

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