Stoccolma, 3 settembre 2025 – Saab ha annunciato la prossima produzione di un sistema missilistico anti-drone dai costi contenuti, l’arma si chiamerà «Nimbrix» e rappresenta l’ultimo tentativo in ordine di tempo nella corsa delle aziende del settore armiero e delle forze armate allo sviluppo di strumenti realmente idonei al contrasto dei velivoli a pilotaggio remoto (droni o UAV/UCAV), divenuti la principale minaccia a elevata letalità sul campo di battaglia, in particolare nel teatro bellico ucraino.
TUTTI PAZZI PER LE LOITERING MUNITIONS
Al riguardo, il gruppo industriale svedese afferma di essere in trattative con diversi clienti e ritiene di potere effettuare leprime consegne del sistema missilistico anti-drone entro il 2026, almeno questo è quanto dichiarato ufficialmente mediante un comunicato diffuso nella giornata di ieri. In essa si rende inoltre noto che Saab prevede di presentare questo missile fire and forget (lancia e dimentica) il prossimo mese di settempre in ocasione del salone DSEI UK di Londra. L’invasione russa dell’Ucraina ha stimolato l’innovazione nel settore dei velivoli a pilotaggio remoto, infatti, entrambi i belligeranti ne impiegano migliaia al giorno, ma si tratta spesso di macchine rudimentali e dal costo inferiore ai mille dollari l’una. In risposta alle esigenze espresse a seguito delle esperienze maturate sul campo di battaglia, le aziende e le forze armate hanno velocizzato le loro attività di ricerca e sviluppo allo scopo di realizzare in tempi brevi contromisure efficaci ed economicamente vantaggiose. I risultati sono stati i razzi non guidati armati con testate a frammentazione, i laser, i proiettili a detonazione aerea e alle armi a radiofrequenza.
NIMBRIX: ULTIMA FRONTIERA CONTRO I DRONI
«Nimbrix è la nostra risposta alle minacce dei velivoli senza pilota, che si sono intensificate negli ultimi anni – ha dichiarato entusiasta al riguardo Stefan Öberg, responsabile della Divisione sistemi missilistici di Saab -, è conveniente, il che è fondamentale data la proliferazione di UAS sui campi di battaglia». Stando alla scheda di presentazione del sistema d’arma, il Gruppo industriale aerospaziale svedese avrebbe progettato il missile informandosi al principio della riduzione al minimo dei costi di produzione, anche attraverso il ricorso alla produzione additiva e di componenti commerciali (l’ormai immancabile dual use), oltreché militari a basso costo e già disponibili alla installazione sui Nimbrix. Quest’ultimo, attualmente in fase di sviluppo, incorporerà un sensore a infrarossi per l’acquisizione del bersaglio e verrà armato con una testata a frammentazione ad alto potenziale esplosivo, utilizzabile in modalità air burst nei confronti degli sciami di droni. Obiettivo dei tecnici scandinavi è quello di impegnare bersagli fino a cinque chilometri di distanza grazie a un sensore attivo per il tracciamento del target.
LA MINACCIA: GLI SCIAMI DI DRONI
Gli sciami di droni sono un’evoluzione della minaccia costituita dai sistemi a pilotaggio remoto (SAPR o UAS), resa palese dalla condotta della guerra da parte di russi e ucraini, le cui forze armate impiegano questi sistemi d’arma sempre più spesso in ondate massicce allo scopo di saturare e quindi annichilire le difese nemiche. All’expò dell’armiero Eurosatory di Parigi dello scorso anno, la francese Thales ha presentato un sistema non guidato armato di testata a esplosione in volo specificamente concepito per il contrasto degli sciami di droni. Ad avviso della Saab, il Nimbrix, basato a terra potrà venire impiegato nel quadro di un sistema difensivo autonomo in grado di sfruttare anche sensori installati su degli autoveicoli, oppure in una configurazione fissa, ovvero ancora quale parte di un sistema di difesa aerea maggiormente complesso e articolato in una rete di comando e controllo, ricavando le informazioni necessarie all’ingaggio dei bersagli dai sensori preesistenti.



