FRANCIA, economia e polemiche. Dumping fiscale: la «querelle de Bordères»

Monta la polemica scaturita dalle improvvide dichiarazioni del vacillante primo ministro francese relative a una competizione drogata sul piano fiscale da parte italiana. François Bayrou, novello Saint Just, dal palco della Convenzione punta il dito e accusa Roma di «dumping fiscale. Sempre da Parigi, ma con meno foga retorica e maggiore piglio analitico, un valente politologo, il presidente dell'Ipse, Emmanuel Dupuy, pone a confronto il modello italiano con la precaria situazione vissuta Oltralpe. Una dinamica pericolosa sia sul piano politico interno che per la stabilità europea che, ad avviso dello stesso Dupuy, a Parigi «irrita la stabilità politica» di qualcuno». Nel confronto a distanza interviene anche Matteo Renzi, rivolgendosi direttamente (mediante un post su X) al primo ministro francese: «Evidentemente Bayrou non è informato: il dumping non lo fa l’Italia. Il governo francese impari a riconoscere gli alleati dai nemici»

Parigi, 1 settembre 2025; a cura di Melissa Bertolotti per Adnkronos, https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/francia-politologo-dupuy-parigi-teme-il-successo-economico-dellitalia-irrita-la-sua-stabilita-politica_7pYSwVtp2b5oYgzvffZjtX – L’esordio di Emmanuel  Dupuy non poteva essere più esplicito: «Parigi teme il successo economico dell’Italia, poiché irrita la sua stabilità politica. La dichiarazione del primo ministro francese François Bayrou, che critica il presunto dumping fiscale di Roma, conferma in realtà la grande preoccupazione di Parigi per il successo del modello economico e fiscale italiano. Anche perché per la prima volta in venti anni l’Italia si indebita a tassi di interesse inferiori a quelli della Francia».

 A CONTI FATTI…

Questa l’analisi elaborata per l’agenzia di stampa Adnkronos dal politologo francese a capo dell’Ipse, che nell’intervista sottolinea inoltre come «mentre la crisi politica in Francia si vada aggravando, con la minaccia di un altro scioglimento dell’Assemblea nazionale, e si tratterebbe del secondo in un anno, la stabilità politica dell’Italia dal settembre del 2022 irrita Parigi». Dupuy, presidente dell’Istituto per la prospettiva e la sicurezza in Europa (Ipse), rileva che «il rapporto debito/Pil italiano è diminuito di dieci punti percentuali nel 2024, passando dal 145,7 al 135,3 per cento, mentre la Francia ha visto il suo deficit aumentare nel 2024 e nel 2025. Inoltre, l’Italia può vantare un deficit pubblico di appena il 3,4%, mentre quello francese si è ampliato a circa il 5,8% del prodotto interno lordo. Infine, l’Italia ha ora un avanzo primario di bilancio ed è, peraltro, l’unico paese del G7 che può essere orgoglioso di questo».

ANCHE I RICCHI PIANGANO

«Il rifiuto di François Bayrou della tassa Zucman sembra poco convincente – prosegue nella sua analisi Dupuy -, persino tra i suoi stessi amici politici». Il politologo francese fa riferimento alla proposta dell’economista Gabriel Zucman, direttore dell’EU Tax Observatory, tesa a introdurre un’imposta minima del 2% sui 537 milionari che posseggono un patrimonio superiore ai cento milioni di euro. Dupuy si è infine soffermato sulla realtà politica attraverso un paragone: «Anche il predecessore di Giorgia Meloni, Matteo Renzi, sebbene politicamente poco compatibile con la attuale Presidente del Consiglio italiano, sembra confermare che Bayrou non è a conoscenza dei veri responsabili del dumping sociale in Europa». Il riferimento del politologo è al post del politico fiorentino su ‘X’ mediante il quale ha affermato che «quelle che Bayrou chiama politiche di dumping fiscale sono scelte fatte dal mio governo nel 2016. Il mio amico François evidentemente non è informato: il dumping non lo fa l’Italia. Il governo francese impari a riconoscere gli alleati dai nemici».

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