ASIA, rimodulazione delle alleanze. La Cina apre all’India: «New Delhi è un partner e non un rivale»

L’’intesa suggellata nell’incontro che ha avuto luogo a New Delhi tra i due ministri degli Esteri, Wang Yi e Subrahmanyam Jaishankar. «La Repubblica Popolare Cinese e l’Unione Indiana dovrebbero considerarsi partner piuttosto che rivali», questo l'appello lanciato nell’occasione dall’alto esponente del Governo cinese

Roma, 19 agosto 2025 – Lunedì scorso il ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang Yi, ha incontrato a Nuova Delhi il suo omologo indiano Subrahmanyam Jaishankar, sottolineando la necessità che Cina e India sviluppino un rapporto di partnership strategica basato sulla fiducia reciproca.

VERTICE A NEW DELHI

«Dobbiamo trarre insegnamento dagli ultimi settantacinque anni di relazioni bilaterali, adottare una percezione corretta e considerarci opportunità reciproche piuttosto che minacce», ha dichiarato Wang nel corso dell’incontro. Egli ha inoltre ribadito l’importanza di rafforzare la fiducia tra i due paesi, superare le divergenze esistenti e ampliare la collaborazione in settori chiave, con l’obiettivo di consolidare il recente slancio positivo nei rapporti bilaterali. «La rinascita delle nostre due grandi civiltà orientali può completarsi a vicenda, offrendo quella stabilità di cui l’Asia e il mondo intero hanno urgente bisogno», ha aggiunto il ministro cinese. Il colloquio si è svolto in un contesto internazionale caratterizzato da una crescente accelerazione delle trasformazioni geopolitiche, dall’aumento di pratiche unilaterali e dalle sfide che pesano sul libero scambio e sull’ordine multilaterale.

UNA FASE DI ACCENTUATA PROTEIFORMITÀ

In questa fase delicata, Wang ha ricordato come Cina e India, che insieme rappresentano quasi 2,8 miliardi di abitanti, abbiano la responsabilità di abbracciare una visione globale e di guidare i paesi in via di sviluppo verso un mondo più multipolare e democratico. La visita di Wang Yi, che prevede diversi incontri ad alto livello con rappresentanti indiani, è stata interpretata dagli analisti come un segnale dell’impegno condiviso a tradurre in pratica gli accordi raggiunti dai leader dei due paesi. Secondo gli esperti, questi colloqui dimostrano la volontà di entrambe le parti di mantenere vivo il dialogo politico e di gestire in modo costruttivo le inevitabili divergenze.

SEGNALI DI DIALOGO

Al termine dell’incontro, il ministro Jaishankar ha definito «produttivi» i colloqui, avvenuti su temi cruciali come le relazioni economiche e commerciali, i pellegrinaggi religiosi, gli scambi culturali, la gestione delle risorse idriche transfrontaliere e il commercio regionale. In un tweet post-incontro, Jaishankar ha sottolineato come «in questo momento complesso per le nostre relazioni, servano rispetto reciproco, sensibilità e approcci costruttivi da entrambe le parti», esprimendo al contempo fiducia nella possibilità di costruire «relazioni più stabili e lungimiranti» tra i due giganti asiatici.

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