Il tema è stato analizzato il 17 agosto scorso da Pansak Vinkyaratin (*) sulla rivista online “Appia Institute”, diretta da Francesco Sisci: https://www.appiainstitute.org/articles/asia/peace-as-policy-a-sustainable-path-for-thai-cambodian-relations/ – La pace non dovrebbe essere vista solo come un ideale, ma come una strategia pragmatica. Essa richiede meno risorse, offre maggiore valore e ha la capacità di spezzare il ciclo di violenza alla sua origine. L’alternativa, cioè ingenti budget per armi ed equipaggiamenti militari, consuma la ricchezza nazionale distruggendo vite e risorse da entrambe le parti.
PACE COME STRATEGIA PRAGMATICA
In un momento nel quale le tensioni lungo il confine tra Thailandia e Cambogia continuano a causare perdite e difficoltà, vale la pena rivisitare un’idea semplice ma potente: la pace è lo strumento più efficace e meno costoso per preservare la vita. Essa non andrebbe considerata soltanto come un ideale, bensì come una strategia pragmatica. Richiede meno risorse, offre maggiore valore e ha la capacità di spezzare il ciclo di violenza alla sua origine. L’alternativa, cioè ingenti budget destinati all’acquisto di armi ed equipaggiamenti militari, consuma la ricchezza nazionale, distruggendo vite e risorse da entrambe le parti.
LESSONS LEARNED
Ci sono lezioni da trarre da oltre la regione. Nell’Europa occidentale, dove un tempo i confini erano aspramente contesi, molte controversie sono state risolte non da linee definitive tracciate sulle mappe, ma da accordi di coesistenza. La gestione condivisa e la fiducia reciproca si sono dimostrate più sostenibili di un confronto prolungato (…)
leggi l’intero articolo su “Appia Institute” al seguente indirizzo internet: https://www.appiainstitute.org/articles/asia/peace-as-policy-a-sustainable-path-for-thai-cambodian-relations/
(*) Pansak Vinkyaratin è stato consigliere politico del Primo ministro thailandese, inoltre, figura tra gli artefici del processo di pace in Cambogia degli anni Ottanta



