Roma, 4 agosto 2025 – «Non ho il telefono sequestrato, non sono indagato. Niente. Tutta questa storia è una bufala clamorosa», questo è quanto dichiarato da Fabrizio Corona nel corso di un’intervista rilasciata in diretta televisiva a Salvatore Dama nel corso del programma “Filorosso”, condotto su Rai 3 da Manuela Moreno, che ha dedicato un approfondimento al caso che vede al centro l’attore Raoul Bova, vittima di violazione della privacy e di divulgazione di audio relativi a messaggi privati.
IL CASO BOVA E LA SPIEGAZIONE DI CORONA
«È semplicissima la storia – ha esordito Corona -, il ragazzo, Federico Monzino, figlio di una famiglia ricchissima, una sera insieme alla ragazza, mi dice: “Ho questo audio, a me non interessa, perché a me Bova non mi interessa, è uno che non fa notizia. Dopodiché vado a casa sua, lo trovo in condizioni pietose. Chiamiamo Martina. Ci accordiamo, Sento gli audio, ci penso un giorno, dopodiché mi torna in testa e mi dico: gli audio valgono. Torno indietro, mi gira gli audio e me ne vado via. I file vengono mandati volontariamente, non estorti. Succede che, e questo non lo sanno neanche gli inquirenti, che il ragazzo non sta bene, e per gioco insieme a un suo amico telefona a Raoul Bova e dice: “Guarda che c’è Falsissimo. Se mi fai un regalo e ci sono quelle chat. Ma questo tre giorni prima della puntata, non tre settimane prima, non dieci. Non c’è un sistema Martina Ceretti che ricatta le persone. La Polizia il giorno dopo viene da me con la notizia sui giornali: “A Corona hanno sequestrato il telefono”. Ma quale telefono? La Polizia viene a dirmi: ma come è andata la storia? Ho raccontato tutta la storia e si son fatti due risate. Non mi hanno chiesto neanche le chat. Non ho il telefono sequestrato, non sono indagato. Niente. Tutta questa storia è una bufala clamorosa».
IL COMMENTO CAUSTICO DI LELE MORA
«Corona purtroppo non accetta consigli da nessuno. Fa solo dei guai. Bisognerebbe dargli tante legnate. Però bisogna vedere chi è che gliel’ha dati e per quale motivo poi sono stati pubblicati». È il commento caustico dell’agente dei vip Lele Mora, già in stretti rapporti di amicizia con Fabrizio Corona, espresso anch’egli in una intervista rilasciata nel corso il programma “Filorosso” di Rai 3, commentando la vicenda oggetto della trasmissione. «La gente in questo periodo ama il prurito delle cose – ha aggiunto Mora -, il pettegolezzo, i fatti degli altri, le cose che non sono serie: è il pubblico che cerca queste cose». Sulla ricerca del successo a tutti i costi, l’agente dei vip ha reso noto di incontrare ancora tante persone «che hanno voglia di questo successo, ma il successo è se tu hai qualcosa da dire o da dare, sennò che successo è?».
OGGI TUTTO VALE UN ATTIMO
«È il successo di qualche minuto – ha proseguito Mora -, ma è meglio starci fuori. Tra quelli che ho incontrato e conosciuto, c’è gente che è disposta a tutto: a spendere soldi, a dare addirittura il proprio corpo e la disponibilità in tante cose. C’è gente che viene da me e mi dice: “Dimmi quanto ti devo dare per diventare famoso”. Io rispondo: “Niente”, questo perché il successo deve essere e deve avvenire nel momento in cui tu hai del talento, che puoi trasmettere qualcosa a qualcun altro, ma non per i pettegolezzi, che vanno e se li porta via il vento». Riguardo all’avvento degli influencer, Lele Mora ha sostenuto che «ora vanno di moda», poiché «fare l’influencer è fare un lavoro e tanta gente ci prova. Corona ci prova per fare i soldi, c’è gente che ci prova per avere un po’ di notorietà e popolarità e ci prova perché è convinta che può esserci chissà che cosa. Bisogna saperlo il dopo cosa è. Io ho settanta anni, pensa quante ne ho viste, quante ne ho incontrate, quanta gente ho avuto intorno. Ho una media di cento centocinquanta persone al giorno che mi chiamano perché vogliono fare i programmi popolari. Ma io credo che a volte sia meglio starne fuori. Oggi è tutto fattibile, tutto vale un attimo».
