4 agosto 2025 – Le forze del regime di damasceno che attualmente rinviene al suo vertice Ahmed al-Sharaa (nome di battaglia: Abū Muḥammad al-Jawlānī), supportate dalle tribù beduine, recentemente hanno lanciato un brutale assalto a Jabal al-Druze (o «Montagna dei Drusi»), altopiano situato nel governatorato di As-Suwayda, nel sud della Siria. I villaggi sono stati assaltati e i civili che li abitavano massacrati, le case incendiate, mentre le donne e le ragazze sono state violentate e rapite; le infrastrutture sono state distrutte. Gli attacchi sono cessati soltanto a seguito degli attacchi aerei condotti dall’aviazione militare israeliana contro gli aggressori, sia nella zona di Suwayda che nella capitale Damasco.
CONSEGUENZE DEGLI ATTACCHI DEI MILIZIANI
Il bilancio degli attacchi compiuti contro i drusi dalle forze di al-Sharaa è di 34 villaggi distrutti, 214.000 persone sfollate, oltre 1.800 morti e 7.000 feriti; 461 persone sono state sequestrate dai miliziani, 5 ospedali sono stati distrutti e, attualmente, 85.000 famiglie si trovano senza energia elettrica, acqua e per loro non è possibile connettersi a Internet. Dal punto di vista sanitario la situazione non è meno grave, infatti, si riscontrano gravi carenze per quanto concerne le attrezzature medicali, i farmaci e il personale medico e paramedico. È elevato il rischio della diffusione di epidemie tra la popolazione, questo a fronte del rifiuto opposto dalle strutture sanitarie di altre province siriane alla richiesta di ricovero dei feriti di Suwayda, oltreché dell’urgente necessità di evacuazione dall’area dei feriti che versano in condizioni più gravi.
È CRISI UMANITARIA
Per quanto concerne l’approvvigionamento idrico, la fornitura di acqua è pressoché interrotta, i pozzi sono stati deliberatamente sabotati o avvelenati e alla popolazione civile viene fornito soltanto il 20% del carburante di cui necessita. Si registra una grave carenza alimentare, in particolare di latticini e latte artificiale, questo perché le catene di approvvigionamento risultano interrotte e i mercati sono chiusi. Negli edifici pubblici il sovraffollamento e notevole, mentre a causa delle distruzioni recate dagli attacchi delle forze di Damasco numerose famiglie sono costrette a vivere per la strada o stipate in abitazioni di fortuna, spesso in coabitazione. Tra le persone sequestrate vi sarebbero anche dei bambini, mentre per quelli che si sono salvati il sistema scolastico è sostanzialmente collassato.
CRIMINI DI GUERRA
Riguardo ai crimini di guerra commessi, vengono denunciate esecuzioni sommarie, torture, stupri e saccheggi. Le comunicazioni vengono deliberatamente interrotte allo scopo di impedire la diffusione delle notizie relative alle atrocità perpetrate. Contestualmente, l’incitamento da parte degli organi dello Stato siriano genera divisioni etniche interne al Paese. I blocchi stradali eretti dalle forze del regime damasceno e delle milizie sue alleate impediscono un pur minimo flusso logistico, poiché, conseguentemente, ai convogli di aiuti umanitari viene reso impossibile il raggiungimento dei villaggi più remoti del governatorato, senza contare i pericoli per l’incolumità ai quali si espone il personale delle squadre mediche e di soccorso. Allo stato attuale gli aiuti vengono distribuiti esclusivamente per il tramite della Croce rossa e si renderebbe necessaria con urgenza l’apertura di un corridoio umanitario attraverso la Giordania e Israele.



