a cura di Alberto Cossu per AnalisiDifesa (AD), https://www.analisidifesa.it/2025/08/la-geopolitica-e-la-ricchezza-interpretativa/ – Il volume “Geopolitica, vettore dell’Ordine Globale. Dinamiche spaziali e attori strategici nella trasformazione del sistema internazionale”, di Aniello Inverso, è un’indagine sulle trasformazioni dell’ordine globale contemporaneo attraverso una lente geopolitica. L’opera, ultimo numero della collana “Heartland – Storia e teoria della geopolitica” diretta da Tiberio Graziani, si propone non solo di descrivere i fenomeni geopolitici attuali, ma di configurarli come un «dispositivo analitico e performativo nella comprensione e nella produzione delle dinamiche di potere su scala planetaria».
GENESI E SVILUPPO DEL PENSIERO GEOPOLITICO CLASSICO
La prefazione di Stefano de Falco (dell’Università degli Studi di Napoli Federico II) ne sottolinea l’approccio problem setting, piuttosto che problem solving, indicando la volontà dell’autore di interrogare i presupposti concettuali, simbolici e materiali su cui si fondano i problemi globali, svelando i dispositivi di potere che ne orientano la formulazione, Aniello Inverso propone una prospettiva metodologicamente composita che integra approcci classici e critici alla geopolitica con il diritto internazionale le relazioni internazionali e gli studi sull’innovazione tecnologica. L’obiettivo primario non è fornire risposte immediate, ma stimolare una riflessione critica profonda sulle categorie di potere, spazio e legittimità nel XXI secolo. L’autore getta le fondamenta teoriche del volume, esplorando la genesi e lo sviluppo del pensiero geopolitico classico e la sua successiva decostruzione critica. Ricostruisce efficacemente il passaggio da una visione materialista e territorialista del potere a una lettura discorsiva e costruttivista dello spazio.

LEBENSRAUM COME NECESSITÀ EVOLUTIVA?
Inverso parte dall’analisi dei contributi di figure come Friedrich Ratzel e Rudolf Kjellén, che hanno concettualizzato lo Stato come organismo vivente tendente all’espansione, giustificando il Lebensraum (o spazio vitale) come necessità evolutiva. Questa visione geo-determinista, sebbene ormai datata, è presentata come la base per comprendere le logiche espansionistiche e la giustificazione della sovranità attraverso l’ampliamento territoriale. È cruciale l’analisi del concetto di “Heartland” di Halford J. Mackinder. La narrazione evidenzia come il controllo dell’Asia centrale, il «perno geografico della storia», sia visto come la chiave per l’influenza sull’intera massa continentale eurasiatica e, di conseguenza, sul sistema internazionale. Questa prospettiva viene messa in relazione con le teorie talassocratiche, in particolare quelle di Alfred Thayer Mahan, che attribuisce al dominio marittimo un ruolo risolutivo negli equilibri globali.
CENTRALITÀ DI HEARTLAND E TALASSOCRAZIA
La capacità di controllo delle rotte commerciali e la proiezione della potenza navale sono presentate come fondamenti dell’egemonia globale, un’interpretazione esplicitamente imperialista del potere. La sintesi offerta da Nicholas J. Spykman, con il suo concetto di “Rimland”, è presentata come un punto di incontro tra le due tradizioni, mostrando la dinamicità degli equilibri di potere che non si riducono a semplici dicotomie terra-mare. L’autore analizza l’elaborazione teorica della geopolitica critica, che rilegge lo spazio non come dato oggettivo, ma come costruzione discorsiva e strumento simbolico di legittimazione. Attraverso i contributi di Gérard Ó Tuathail, l’analisi mostra come la geopolitica sia un «campo discorsivo in cui si articolano rappresentazioni, strategie e pratiche di dominio». La critica alla naturalizzazione dei conflitti e la decostruzione delle retoriche di «crisi» sono esplorate tramite le opere di Simon Dalby, che estende l’analisi alle questioni ambientali e securitarie, sottolineando come i linguaggi del rischio contribuiscano a produrre le minacce stesse.
LINGUAGGI DEL RISCHIO E DINAMICHE DI DOMINIO
Fondamentale è anche la critica di John Agnew alla «territorial trap» (trappola territorialista), che decostruisce la visione stato-centrica e la concezione del mondo diviso in unità statuali sovrane con confini fissi, proponendo una visione più fluida e interconnessa del potere nello spazio globale. L’autore riesce a dimostrare con efficacia come le categorie spaziali di Oriente, Medio Oriente e Sud globale non siano semplici etichette geografiche, ma «strumenti retorici che orientano l’immaginario geopolitico», rivelando una matrice coloniale e gerarchica nelle rappresentazioni. Questa sezione del libro dimostra l’impossibilità di comprendere le dinamiche attuali senza decostruire le narrative egemoniche che le hanno plasmate. Il secondo capitolo si addentra nelle fratture dell’ordine globale, dalla logica bipolare della Guerra Fredda all’attuale policentrismo. La fine della Cortina di Ferro non ha inaugurato un’era di cooperazione, ma una ridefinizione egemonica, dove la «comunità internazionale» post-1989 si è arrogata il diritto di definire e rappresentare, spesso al di fuori di un quadro di legalità multilaterale vincolante.
1999: MOMENTO PARADIGMATICO DELLA SVOLTA
L’intervento della NATO in Kosovo nel 1999 viene presentato come un «momento paradigmatico» di questa svolta, dove l’azione unilaterale sotto l’egida della «responsabilità umanitaria» ha legittimato l’uso della forza al di fuori del perimetro normativo tradizionale. Il capitolo esplora l’emergere del multipolarismo contemporaneo, mettendo in discussione l’illusione unipolare successiva al 1989. Vengono approfondite le dinamiche di regionalizzazione e le tensioni tra universalismo e pluralismo normativo. La riflessione sul re-centering propone un decentramento della prospettiva e una ridistribuzione della legittimità cognitiva e simbolica nella lettura del mondo, specialmente dal punto di vista postcoloniale. Il «Sud globale» non è qui inteso come mera periferia geografica, ma come spazio autonomo di produzione di saperi e immaginari geopolitici (…)
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INFO
Autore: Aniello Inverso;
titolo: Geopolitica, vettore dell’Ordine Globale. Dinamiche spaziali e attori strategici nella trasformazione del sistema internazionale;
prefazione: Stefano de Falco;
editore: Callive Media&Books 2025;
ISSN: 3035-322X;
ISBN: 9791281485310;
pagine: 120;
prezzo: 20,00 euro;
il volume usufruisce del patrocinio della Società Italiana di Geopolitica – progetto di Vision & Global Trends.



