Padova, 28 luglio 2025 – «Siamo fortemente preoccupati da questo accordo al 15% – ha esordito Marsiglia intervenendo dagli schermi di Class CNBC -, poiché acquistare tanti miliardi di gas naturale liquefatto o, comunque di energia, della quale capiremo meglio la natura tra qualche giorno, quando i funzionari dell’Unione europea renderanno meglio noti i punti di questo accordo con Washington. Ma, cosa acquisteremo? Punto primo. E inoltre: a che prezzo lo acquisteremo? Quest’ultima è la preoccupazione più grande».
UN ACCORDO PREOCCUPANTE
Ha argomentato su questo delicato aspetto il presidente di Federpetroli Italia: «Se nel corso del primo periodo del conflitto tra Federazione Russa e Ucraina abbiamo acquistato il gas naturale liquefatto a un prezzo cinque volte maggiore, con evidenti ripercussioni negative sulle bollette dei consumatori europei, adesso, quello che dovremo comperare nei prossimi tre anni a che prezzo lo compereremo? In ogni caso, poiu, l’Europa non è organizzata per questo genere di approvvigionamento».
EUROPA IMPREPARATA, MANCANO ADEGUATE INFRASTRUTTURE
«È noto che vi sono pochi rigassificatori – ha quindi sottolineato Marsiglia -, seppure si sia fatta una corsa a questi rigassificatori. Ma permane comunque un aspetto importante: l’Italia ha investito in Nord Africa e in Medio Oriente anche in infrastrutture. A questo punto allora che facciamo: prendiamo tutto dagli Stati Uniti d’America, considerando poi i volumi di gas da importare, che sono notevoli. Si considerino poi le possibili reazioni del mercato a una operazione del genere».
LE POSSIBILI OSCILLAZIONE DEI MERCATI
«Qualche settimana fa , quando l’Eni ha annunciato che acquisterà per i prossimi venti anni diversi milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti, primo step che ha preceduto quello che sarebbe poi successo oggi. Per concludere, l’interrogativo da porsi è sullo scenario futuro: attendiamo l’apertura dei mercati. Io sono curioso di vedere come lo farà il Ttf di Amsterdam e quali saranno i prossimi andamenti. Tuttavia, noi non ci sentiamo di conferire tutta questa positività all’accordo».
INCOGNITE NEL FUTURO
Intanto il gas russo continua a entrare in Europa di contrabbando e, fino ad ora, questi flussi, seppure ridotti rispetto al passato, non si è stati in grado di arrestare. «Vediamo quello che succederà – ha proseguito il presidente di Federpetroli Italia – e quali saranno le eventuali convenienze. Resta in ogni caso il fatto che dovremo comunque diversificare gli investimenti che abbiamo fatto di cui ho fatto cenno in precedenza. Che facciamo: blocchiamo i cantieri in Africa? Al riguardo, non va poi dimenticato che il presidente americano Trump aveva espresso alla presidente del Consiglio dei ministri italiana. Giorgia Meloni, il desiderio di inserire gli Usa nel Piano Mattei».
PIANO MATTEI: ENTRANO LE SETTE SORELLE «E CI RIVENDONO IL COLOSSEO»?
«Cosa vorrebbe dire questo? Che gli americani, approfittando dei risultati della politica estera italiana, estrarranno il gas naturale liquefatto dall’Africa a dei costi per loro vantaggiosi e poi ce lo rivenderanno con un ricarico sul prezzo pari a quattro o cinque volte tanto? Dunque, dei dazi commerciali al 15 % forse potranno essere positivi per altri settori che non sono quelli dell’Oil&Gas, ma per quanto concerne quest’ultimo le incognite non vanno sottovalutate. Vedremo come finirà quando potremo tracciare una linea di sommatoria tra costi e benefici auspicando che non si registrino delle perdite».



