Roma, 13 luglio 2025 – In autunno prenderanno il via le riprese di The nameless ballad, il nuovo film horror diretto da Federico Zampaglione, che per la prima volta porterà sul grande schermo un incubo ambientato nel mondo della musica, universo che egli conosce intimamente e che verrà esplorato come mai prima d’ora, tra note, ombre e sangue.
THE NAMELESS BALLAD
La sceneggiatura è firmata da lui stesso assieme a Barbara Baraldi, scrittrice e sceneggiatrice di punta della narrativa dark italiana, oltreché curatrice e autrice del fumetto Dylan Dog, dunque una collaborazione esplosiva che promette una storia ricca di tensione, mistero, ambiguità e inquietudini contemporanee. «Sento il bisogno di raccontare un mondo che conosco profondamente, in tutte le sue forme e deformazioni – afferma Zampaglione riferendosi al suo film – la musica può essere una benedizione o una maledizione. Sarà un viaggio notturno tra verità taciute, passioni tossiche e orrori, reali e metaforici. Sarà il mio horror più personale e provocatorio». Un progetto sviluppato grazie alla produzione della Somic Film, nuova realtà del settore ispirata da una visione moderna e internazionale, che ama davvero il cinema di genere e che con il film di Zampaglione vuole portare nel mondo un’opera inquietante e controversa che rappresenti al meglio il l’horror contemporaneo italiano.
ESPERIENZA SENSORIALE DISTURBANTE E PROVOCATORIA
L’annuncio è giunto a pochi giorni dalle dichiarazioni dello stesso Zampaglione (attualmente in tour con la sua band, i Tiromancino, che festeggia quest’anno i venticinque anni dell’album “La descrizione di un attimo”), il quale ha oltretutto acceso il dibattito denunciando con fermezza il fenomeno dei «finti sold out» nei concerti, ponendo in discussione le dinamiche opache e manipolatorie che spesso regolano l’industria musicale. Un tema che si rivelerà centrale anche nel film. The nameless ballad non si limiterà a spaventare, poiché è intenzione dei suoi autori colpire nel profondo, svelando il lato oscuro del mondo dello spettacolo. L’opera promette infatti di essere un’esperienza sensoriale disturbante e provocatoria, destinata a lasciare il segno.



