Milano, 7 luglio 2025 – The Urban Mobility Council, think tank della mobilità, promosso dal Gruppo Unipol, ha presentato i risultati delle ricerche condotte dal Politecnico di Milano e dal MIT Senseable City Lab sulla mobilità urbana. Oggi progettare la sicurezza interrogando l’intelligenza artificiale risulta di supporto tanto al cittadino quanto alle amministrazioni pubbliche.
STIMARE I RISCHI IN MANIERA ACCURATA
Infatti, in termini di sicurezza stradale, attraverso l’applicazione di un modello si riesce a stimare il livello di rischio con un’accuratezza superiore al 95 per cento. A partire da immagini e dati telematici, l’innovativo modello di IA calcola i potenziali pericoli facendo riferimento a frenate brusche e configurazione stradale, identificando così le zone maggiormente critiche di un’area urbanizzata, suggerendo contestualmente gli interventi mirati per la sicurezza. Nella medesima occasione è stato inoltre presentato il primo Rapporto The Urban Mobility Council, realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Formazione e di Ricerca per i Trasporti (Isfort).
THE URBAN MOBILITY COUNCIL
Il think tank, giunto alla sua quarta edizione, si avvale dell’alto patrocinio del Parlamento europeo, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, di dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid), del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASe), della Regione Lombardia e del Comune di Milano. Esso è stato costituito allo scopo di promuovere una piattaforma permanente di discussione, di condivisione di idee, ricerche e case studies tra rappresentanti delle istituzioni, università e aziende impegnati ogni giorno a costruire la mobilità sostenibile del futuro.

POLIMI, ROAD SAFE AI: MODELLO PREDITTIVO DI SICUREZZA URBANA
Il Politecnico di Milano, in collaborazione con UnipolTech1, ha sviluppato un innovativo modello di intelligenza artificiale in grado di stimare il rischio stradale urbano analizzando direttamente le immagini della rete stradale, integrate da dati telematici sulle frenate brusche registrate a bordo veicolo attraverso i dispositivi telematici (black box). L’obiettivo è fornire alle amministrazioni strumenti predittivi affidabili per individuare le aree urbane più critiche e pianificare interventi mirati sulla sicurezza. La ricerca è stata focalizzata a Milano su un’area centrale di 25 chilometri quadrati, dove tra il 2023 e il 2024 sono stati rilevati oltre 80.000 eventi di decelerazione improvvisa, potenziali indicatori di rischio incidenti.
UNIPOL TECH
UnipolTech è la società del Gruppo Unipol che offre ai clienti Unipol soluzioni e servizi innovativi, per soddisfare le loro esigenze attraverso l’uso delle ultime novità tecnologiche. Sviluppa dispositivi telematici per garantire sicurezza e assistenza immediata: in viaggio, a casa o a lavoro. UnipolTech è leader in Italia e in Europa per la telematica in auto, con quattro milioni di scatole nere installate. Il territorio urbano è stato scomposto in migliaia di porzioni da 200×200 metri e analizzato in dettaglio: a ciascuna area è stato attribuito un punteggio di rischio (da 0 a 10) in base alla frequenza e distribuzione degli eventi critici. Su queste informazioni è stato addestrato RoadSafeAI, un modello di rete neurale convoluzionale (CNN, una tipologia di rete neurale, algoritmo, progettata per elaborare dati strutturati in griglie come le immagini) capace di apprendere la correlazione tra configurazione stradale e pericolosità.

Stefano Genovese e Attilio Fontana
ROADSAFEAI
I risultati sono estremamente promettenti: l’algoritmo ha mostrato un’accuratezza superiore al 95% nel prevedere il rischio su zone escluse dalla fase di addestramento, grazie a un approccio di validazione spaziale. Questo rende la tecnologia utilizzabile anche in città prive di dati telematici, basandosi unicamente su immagini stradali. Il sistema è aggiornabile con nuovi dati e integrabile con informazioni provenienti dagli enti locali (come le statistiche sugli incidenti) e consente di: mappare le zone urbane a maggior rischio di incidente; simulare l’effetto di modifiche infrastrutturali prima della loro implementazione; supportare la progettazione urbana, individuando i tratti più critici, come incroci complessi o zone a bassa visibilità. La collaborazione tra Unipol e Politecnico di Milano conferma come l’unione tra ricerca avanzata e dati concreti possa condurre a soluzioni intelligenti per città più sicure, sostenibili e orientate al benessere dei cittadini.
IL «MODELLO SAVARESI»
Sergio Savaresi, direttore del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano e membro del Comitato di indirizzo The Urban Mobility Council, ha al riguardo dichiarato: «Il progetto di ricerca ha sviluppato un modello di intelligenza artificiale in grado di stimare, a partire da immagini della rete stradale, il livello di rischio associato a diverse aree urbane. Questo modello è stato alimentato e istruito con una enorme quantità di dati telematici e ha dimostrato un’eccellente capacità di generalizzazione, riuscendo a predire con precisione la rischiosità di aree urbane non utilizzate per l’addestramento della rete neurale».
NUOVE SOLUZIONI INTELLIGENTI PER LA SICUREZZA STRADALE
Cambiare il numero su di un cartello non basta: sono necessarie nuove soluzioni intelligenti per la sicurezza stradale. Carlo Ratti, direttore di MIT Senseable City Lab e membro del Comitato di Indirizzo The Urban Mobility Council, ha nell’occasione presentato una ricerca del MIT Senseable City Lab, svolta in collaborazione con UnipolTech con l’obiettivo di analizzare la relazione, a parità di limite di velocità, fra disegno della sede stradale e velocità media osservata nella strada. I risultati di essa ribaltano una convinzione diffusa, poiché la sola riduzione dei limiti di velocità non sia sufficiente per rallentare il traffico urbano, dimostrando che è il design fisico delle strade a influenzare il comportamento dei conducenti, molto più della semplice segnaletica.

LE «CITTÀ 30 KM/H»
Molte città, inclusa Milano, stanno valutando la riduzione dei limiti di velocità urbani a 30 km/h per migliorare vivibilità e sicurezza. In questo contesto il Senseable City Lab del MIT ha impiegato l’intelligenza artificiale per analizzare milioni di immagini e dati di mobilità veicolare raccolti da dispositivi UnipolTech. I risultati sono chiari: la configurazione delle strade incide in modo decisivo sul comportamento dei conducenti. Ne emerge la necessità di affiancare alle politiche normative interventi concreti di design urbano, per rendere davvero efficaci le zone a 30 km/h.
RISULTATI DELLA RICERCA
Tra i principali risultati della ricerca si segnalano: i conducenti riducono la velocità di 2 o 3 km/h nelle zone a 30 km/h rispetto a strade simili con limite a 50 km/h, e questo suggerisce che la segnaletica, da sola, ha un impatto limitato; le strade strette e racchiuse, con alta densità edilizia, tendono a rallentare naturalmente il traffico; le strade larghe, aperte e con lunghe linee visive favoriscono la guida più veloce; un modello di intelligenza artificiale, addestrato con immagini stradali e dati spaziali, è in grado di prevedere il rispetto dei limiti da parte dei conducenti, offrendo un potente strumento per urbanisti e amministrazioni.
LABORATORIO MILANO
Lo studio ha preso avvio a Milano, dove sono stati analizzati 51 milioni di punti di telemetria veicolare raccolti dai dispositivi UnipolTech, combinati con immagini di Google Street View. La ricerca è stata poi estesa ad Amsterdam e a Dubai al fine di testare il modello in ambienti urbani eterogenei, tenendo conto delle differenze culturali, climatiche e infrastrutturali. I risultati rafforzano il ruolo dei dati e dell’IA come strumenti essenziali per progettare città più sicure, vivibili e a misura di cittadino, dimostrando che una mobilità realmente sostenibile si costruisce anche attraverso la forma dello spazio urbano. «Questo studio conferma che cambiare il numero su un cartello non basta – ha sottolineato Carlo Ratti -, se vogliamo strade più sicure, dobbiamo progettarle in modo che inducano intuitivamente i conducenti a rallentare. Questo concetto è noto da tempo, ma solo oggi, grazie all’intelligenza artificiale, possiamo affrontarlo con strumenti quantitativi, fin dalla fase di progettazione».

LA PRESENTAZIONE DEL PRIMO RAPPORTO
Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il primo Rapporto The Urban Mobility Council, realizzato con l’Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti (Isfrot), che ha l’obiettivo di offrire annualmente al dibattito pubblico un qualificato strumento conoscitivo che descriva in modo esauriente le dinamiche e le innovazioni della mobilità dei cittadini, in particolare negli ambiti urbani. Tra i dati rilevati emerge come la domanda di mobilità continua a calare rispetto ai livelli pre-pandemici (-3% rispetto al 2023, -8,5% rispetto al 2019), complice l’invecchiamento della popolazione). La mobilità urbana costituisce circa il 70% degli spostamenti totali degli italiani, ma l’auto privata resta il mezzo di gran lunga più usato (oltre il 50% di utilizzo per gli spostamenti nelle aree urbane sono effettuati con l’auto).
MOBILITÀ NEI CENTRI URBANI IN ITALIA
Nonostante le difficoltà crescenti in merito alla circolazione e al parcheggio – prosegue il Rapporto – nei centri urbani, il trasporto pubblico copre meno dell’8% degli spostamenti, con significative disparità territoriali: al Nord si registra una sua maggiore diffusione, mentre nel Sud prevale un uso strutturale dell’auto. Il parco circolante è tra i più estesi in Europa (oltre 41 milioni di veicoli, settanta ogni cento abitanti), ma anche tra i più vecchi: un’auto su quattro ha più di venti anni, mentre l’alimentazione elettrica permane marginale (0,7% del totale circolante). Nel 2024, il settore dei trasporti ha generato oltre 125 miliardi di euro di valore aggiunto (di cui 98,5 miliardi nei servizi, 78% del totale, e 27,7 miliardi nell’industria della fabbricazione di mezzi di trasporto), ma i dati sulla sicurezza stradale restano preoccupanti: più di tremila vittime e oltre 224.000 feriti nel 2023, con il maggior numero di incidenti concentrati in ambito urbano (73,3%).
IN RITARDO RISPETTO ALL’EUROPA
L’Italia è in ritardo sugli obiettivi comunitari, poiché ha più vittime per milione di abitanti rispetto alla media europea. Il Rapporto sollecita un rafforzamento dei Piani urbani della mobilità sostenibile (Pums), l’integrazione delle politiche ambientali con criteri di neutralità tecnologica e l’adozione di strumenti innovativi come la green box in grado di misurare le emissioni reali dei veicoli e orientare in chiave meritocratica l’accesso alle ZTL o ad altre agevolazioni. «Gli incidenti stradali, che provocano ogni anno oltre tremila morti, costituiscono un enorme costo sociale per il nostro paese – dichiara Enrico San Pietro, Group Insurance General Manager Unipol -, per riprendere un percorso virtuoso di riduzione degli incidenti, i dati provenienti dai dispositivi telematici analizzati in profondità possono essere di grande aiuto, non solo come feedback costruttivi ai singoli automobilisti, ma ancora di più al fine di individuare i punti critici all’interno delle nostre città sui quali le amministrazioni pubbliche possano intervenire in modo mirato e tempestivo per migliorarne la sicurezza».
EFFETTI DELLA NORMAZIONE SULLA TRANSIZIONE ECOLOGICA
Conclude Stefano Genovese, Head of Institutional&Public Affairs Unipol Assicurazioni e coordinatore del think tank The Urban Mobility Council: «Gli effetti degli obiettivi normativi imposti dalla transizione ecologica stanno entrando concretamente nella vita e nelle tasche degli italiani, che ogni giorno si spostano per lavoro, famiglia e svago. Le cronache quotidiane raccontano soprattutto di nuovi blocchi, divieti e costi in crescita per i cittadini. Serve anche accompagnare la collettività con soluzioni, come quelle oggi offerte dall’IA e dai dati, che permettano di conciliare la necessità di muoversi liberamente con gli obiettivi di decarbonizzazione e aumento della sicurezza sulle strade».
PARTECIPANTI AL FORUM
Al forum, moderato da Lavinia Spingardi, giornalista DI Sky Tg24, sono intervenuti Carlo Carminucci (direttore della Ricerca Isfort), Arianna Censi (assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Renato Cortese (direttore centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria e per i Reparti speciali della Polizia di Stato), Stefania Crotta (al vertice della Direzione generale programmi e incentivi finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica), Attilio Fontana (presidente della Regione Lombardia), Stefano Genovese (Head of Institutional & Public Affairs Gruppo Unipol e Coordinatore del think tank The Urban Mobility Council), Mario Nobile (direttore generale di Agid e membro del Comitato di indirizzo The Urban Mobility Council), Carlo Ratti (direttore MIT Senseable City Lab e membro del Comitato di indirizzo The Urban Mobility Council), Edoardo Rixi (viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti), Enrico San Pietro (Group Insurance General Manager Unipol Assicurazioni), Sergio Savaresi (direttore del Dipartimento elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano e membro del Comitato di indirizzo The Urban Mobility Council), Pierpaolo Settembri (capo di Gabinetto aggiunto del Commissario europeo per i Trasporti sostenibili e il Turismo e membro del Comitato di indirizzo The Urban Mobility Council), Emanuela Stocchi (presidente di Piarc mondiale The World Road Association), Adolfo Urso (ministro delle Imprese e del Made in Italy), Maya Weug (della Scuderia Ferrari Driver Academy, pilota F1 Academy).



