a cura di Ciro Maddaloni (esperto di e-government internazionale), articolo pubblicato su “Giornale Diplomatico” il 6 luglio 2025, https://www.giornalediplomatico.it/russia-l-impossibile-impresa-del-risanamento-dalla-corruzione.htm – Quando uno stato è corrotto fin nel midollo non è semplice risanarlo. Quando si dice che la Russia sia «in mano a un clan mafioso» si fa riferimento non a un controllo diretto e esplicito da parte di una singola organizzazione criminale, ma piuttosto di una profonda e pervasiva fusione tra elementi del crimine organizzato e le strutture dello stato.
OSMOSI CRIMINALE IN RUSSIA
Una situazione che viene descritta da analisti, giornalisti e investigatori internazionali facendo riferimento a tutti i problemi legati alla corruzione sistemica che pervade ogni ambito della società di quel Paese. Le cifre sono eloquenti: nella Federazione Russa il tasso di interesse è al 21%, l’inflazione ufficiale è al 10% ma quella reale è giunta al 40 se non al 50%; il rublo (al 4 luglio 2025) veniva scambiato sui mercati valutari a 78,75 per un dollaro statunitense, mentre nel momento di maggiore deprezzamento della divisa russa, nel 2023, si raggiunsero i 150 rubli per un dollaro. Tuttavia, l’errore che molti analisti e studiosi commettono è quello di attribuire la nascita di questo stato di cose al periodo successivo alla salita al potere di Boris Eltsin, quello della cosiddetta cleptocrazia.
I CLEPTOCRATI DELL’ÈRA ELT’CIN
Non è così, poiché la Russia è afflitta da sempre da una corruzione endemica che pervade ogni livello della società, dall’amministrazione locale ai vertici del potere, fino al più remoto borgo siberiano. La gente pur di sopravvivere ha accettato qualsiasi sopruso. Questa corruzione non è un fenomeno isolato, bensì una caratteristica strutturale dei sistemi zarista e sovietico prima e russo attuale. Diversi esperti, tra i quali accademici, diplomatici e giornalisti, hanno fatto ricorso a termini quali «stato mafioso virtuale» (come nei cablogrammi di WikiLeaks) o «mafiosizzazione dello stato» allo scopo di descrivere una situazione nella quale i confini tra il governo, i servizi di sicurezza, le imprese e le organizzazioni criminali sono estremamente sfumati.
STATO MAFIOSO VIRTUALE
Questo perché le logiche e le pratiche del crimine organizzato sono state incorporate e sono diventate parte integrante delle operazioni dell’apparato pubblico e dell’economia, e non perché uno o più clan controllano lo Stato dall’esterno. A questo si aggiunga il ruolo degli «oligarchi» e dei vari centri di potere, che hanno costruito le loro fortune nel turbolento periodo post-sovietico, quando nel 1992-1994 il Governo russo lanciò un programma di distribuzione di buoni a ogni cittadino, che rappresentavano una quota della ricchezza nazionale. L’idea era quella di dare a tutti una partecipazione alla nuova economia di mercato. Tuttavia, molti cittadini comuni, poco avvezzi ai meccanismi della libera economia o perché spinti dalla ricerca disperata di denaro, vendettero i loro buoni a poco prezzo. Questo permise a singoli individui, che avevano legami con la criminalità organizzata, che disponevano di molto denaro, di accumulare un gran numero di buoni, a volte ricorrendo anche alla violenza per ottenerli.
KRYSHA
In Russia il potere politico e quello economico sono da sempre strettamente intrecciati. Le reti di influenza e protezione (il concetto di krysha o «tetto») sono fondamentali per operare nel paese. Il sistema di potere locale, al pari di tutti i sistemi ex comunisti, funziona per cooptazione e strumentalizzazione del crimine organizzato, dinamica che lo rende impenetrabile da parte degli esterni. Si ipotizza che negli ultimi trenta anni il Cremlino stesso possa aver cooptato o persino strumentalizzato gruppi criminali per scopi politici, economici e di intelligence, sia a livello nazionale che internazionale. Sia in operazioni di riciclaggio di denaro sporco, che di traffici illeciti, dezinformacija e altre attività grigie. In Russia non esiste una reale indipendenza delle istituzioni statali dal potere centrale: il sistema giudiziario non è indipendente, la stampa è fortemente controllata e influenzata dai gruppi di potere, mentre la concentrazione del potere esecutivo è nelle mani di pochissime persone.
POTENZA DEL CRIMINE E DELLA CORRUZIONE
Conseguentemente, questo rende molto difficile, se non impossibile, contrastare efficacemente i fenomeni della corruzione e delle infiltrazioni criminali. La Russia è un paese in cui il crimine organizzato è profondamente radicato nelle strutture statali, ne influenza le decisioni e opera con la connivenza di funzionari corrotti, rendendo estremamente difficile distinguere tra gli interessi dello stato e quelli delle reti criminali e clientelari. È una fusione simbiotica piuttosto che una sottomissione esterna. Questo è ben noto alla popolazione, soltanto che non gli è possibile manifestare il proprio dissenso. In questo momento, i russi apprezzano Vladimir Putin quanto i siriani apprezzavano Bashar al-Assad poco prima della sua deposizione nel dicembre 2024. È strano che i commentatori occidentali non abbiano notato che il popolo russo ha mostrato il suo apprezzamento per Putin nel giugno 2023, durante l’ammutinamento di Yevgeny Prigozhin, quando le truppe della Wagner si diressero verso Mosca e nessuno sembrò in grado di fermarle.
PUTIN È CON LE SPALLE AL MURO?
Il russo medio, l’uomo comune, non ha invaso le piazze per difendere Putin. L’Armata russa non si è impegnata in alcuna operazione militare per ostacolare l’ammutinamento della Wagner. I propagandisti non hanno proferito parola in sostegno del Cremlino. Dunque, è come se tutti non vedessero l’ora di rimuovere Putin dal vertice del potere, cosa che potrebbe accadere da un momento all’altro. Abbiamo evidenza che il regime degli Assad, sostenuto dalla Russia, è caduto in meno di due settimane e Moca non ha inviato truppe per sostenerlo. Non le ha inviate semplicemente perché non dispone più di risorse da impegnare.



