IMPRESE, direttive europee. Obblighi di rendicontazione: rinvii di Strasburgo e standard omogenei

Il Parlamento europeo ha approvato la prima direttiva «omnibus»: per Assirevi (Associazione italiana delle società di revisione legale) il rinvio degli obblighi in materia di rendicontazione di sostenibilità, pur se comprensibile, pone a rischio l’uniformità e la comparabilità delle informative di sostenibilità delle imprese. L’associazione delle società di revisione chiede standard omogenei per la rendicontazione volontaria, poiché ritiene che i report senza regole danneggino stakeholder e mercato

Milano, 5 aprile 2025 – Il rinvio degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità previsto dalla Prima direttiva omnibus, approvata recentemente dal Parlamento europeo, rischia di generare un fenomeno di rendicontazione volontaria non regolamentata, con potenziali ricadute negative sulla qualità e comparabilità delle informazioni fornite al mercato. È questo uno dei più significativi punti di attenzione evidenziati da Assirevi, l’associazione italiana delle società di revisione legale, sul provvedimento che ha posticipato di due anni gli obblighi d’informativa.

IL «PACCHETTO OMNIBUS»

«Assirevi apprezza lo sforzo di semplificazione del pacchetto Omnibus – ha evidenziato al riguardo  Gianmario Crescentino, presidente dell’associazione italiana delle società di revisione legale -, con riferimento al rinvio di due anni occorre tuttavia considerare che numerose imprese  erano già pronte ad adempiere agli obblighi della Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e con buona probabilità pubblicheranno in ogni caso report di sostenibilità a titolo volontario, non uniformi tra loro e privi di chiari riferimenti normativi. Questo scenario rischia di creare confusione tra gli stakeholder, minare la comparabilità dei dati e compromettere la rilevanza dell’informativa sulla sostenibilità nel suo complesso».

GLI EUROPEAN SUSTAINABILITY REPORTING STANDARD (ESRS)

Per scongiurare questi rischi, Assirevi propone di prevedere per le società che decidano di predisporre una rendicontazione volontaria l’applicazione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), oppure di altri standard ad hoc resi disponibili a livello europeo per questo tipo di rendicontazione o ancora di ulteriori principi che abbiano carattere di generale e diffusa accettazione a livello internazionale. Per facilitare gli operatori del settore sarà inoltre essenziale che il recepimento nazionale delle modifiche previste nella Prima Direttiva Omnibus avvenga rapidamente, in modo da fornire un quadro normativo chiaro alle imprese che, in base all’attuale disciplina di recepimento in Italia della CSRD, hanno, allo stato, l’obbligo di rendicontare a far data dal 2025.

INCARICHI CONFERITI AI REVISORI

Altra questione che la prima Direttiva omnibus lascia aperta – viene sottolineato in una nota diffusa da Assirevi – è quella degli incarichi già conferiti ai revisori dalle imprese di grandi dimensioni tenute alla rendicontazione di sostenibilità dall’esercizio 2025. L’associazione raccomanda l’adozione di una norma che congeli la decorrenza di tali incarichi, consentendone la ripresa a partire dall’esercizio 2027 allorché l’obbligo avrà ripreso attualità. Dopo l’approvazione di oggi, il prossimo passo del Parlamento Europeo sarà la discussione della Seconda Direttiva Omnibus. Questa direttiva, pur perseguendo condivisibili obiettivi di semplificazione, al momento prevede, tuttavia, un significativo ridimensionamento dell’ambito di applicazione della rendicontazione di sostenibilità, limitandolo solamente alle imprese di grandi dimensioni con più di mille dipendenti e riducendo, quindi, di circa l’80% il numero di aziende obbligate.

SOCIETÀ ESCLUSE

Si tratta di una modifica sulla quale Assirevi ha sollevato riserve, sottolineando in particolare il fatto che resterebbero escluse plurime società quotate in borsa con numero di dipendenti inferiore alla soglia sopra richiamata e aziende non labour intensive ma con attività impattanti sulla sostenibilità. Da ultimo, Assirevi evidenzia che tale modifica porterebbe a rendere non più applicabile la CSRD (a partire dal 2027) a numerosi enti di interesse pubblico (EIP) con più di cinquecento e meno di mille dipendenti, attualmente obbligati alla rendicontazione di sostenibilità, che hanno già rendicontato per il 2024 e dovranno continuare a farlo nel 2025 e nel 2026. Un ridimensionamento, in sintesi, che appare pertanto incoerente con gli obiettivi di fondo della direttiva CSRD.

ASSIREVI

Assirevi è un’associazione privata senza scopo di lucro fondata nel 1980 e legalmente riconosciuta che riunisce sedici società di revisione italiane di grandi, medie e piccole dimensioni, che rappresentano la quasi totalità delle società che svolgono la revisione sugli Enti di interesse pubblico nel Paese (vale a dire società quotate, banche e assicurazioni) e che sono quindi soggette alla vigilanza di Consob. Al momento, i professionisti che operano nell’ambito delle associate di Assirevi sono 8.300 (ma salgono a oltre 27.000 ove si considerino i network cui le associate aderiscono), con una presenza distribuita su tutto il territorio nazionale. Le associate si caratterizzano per una vocazione professionale europea e internazionale, nonché per una visione spiccatamente multidisciplinare della loro attività.

ATTIVITÀ DI REVISIONE E ASSURANCE

Tra gli scopi principali di Assirevi vi è quello di promuovere, sostenere e fornire contributi alla valorizzazione dell’attività di revisione legale e delle altre attività di assurance (al cui genere appartiene anche la revisione legale dei conti), alla loro evoluzione, nonché alla cultura ad esse relativa. Inoltre, promuove e realizza l’analisi scientifica di supporto all’adozione o modifica dei principi e delle norme tecniche e operative per lo svolgimento della revisione legale e delle altre attività di assurance. Infine, si occupa di promuovere nei confronti delle associate e del mercato la diffusione della conoscenza tecnico-scientifica in materia di audit e assurance, nonché delle altre tematiche a queste strettamente connesse, anche attraverso la predisposizione di quaderni, monografie, documenti di ricerca e position paper.

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