Frida Kahlo through the lens of Nickolas Muray, questo il titolo della rassegna dedicata all’artista messicana al Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano a Roma che da domani, sabato 15 marzo 2025, verrà aperta al pubblico.
FRIDA KAHLO THROUGH THE LENS OF NICKOLAS MURAY
L’evento , realizzato da Navigare srl, ha luogo a seguito dell’iniziativa del Ministero della Difesa (Difesa Servizi S.p.A), e ha ricevuto il patrocinio di Regione Lazio, Roma Capitale, oltreché dell’Ambasciata del Messico in Italia. Una esposizione curata da Vittoria Mainoldi che esplora il legame tra il noto fotografo ungherese Nickolas Muray e la pittrice messicana e, soprattutto, restituisce un’immagine della femminilità e della personalità di Frida Kahlo attraverso lo sguardo di chi, assieme a lei, condivise una profonda amicizia e una relazione romantica per dieci anni.
UNA ESPOSIZIONE ARTICOLATA IN SETTE SEZIONI
Articolata in sette sezioni (Fotografie di Nickolas Muray, Lettere, Lo studio di Frida, Abiti, Gioielli, Francobolli e Sala video) con più di cento oggetti in esposizione, la rassegna consta di una cinquantina di fotografie in bianco e nero e a colori scattate tra il 1937 e il 1946, provenienti dalla collezione dell’archivio di Nickolas Muray. Scatti che immortalano l’artista messicana in diverse situazioni, pubbliche e private, rivelando molteplici aspetti della sua personalità e del suo carattere, ponendo altresì in risalto la sua forza interiore e la sua bellezza unica. Tra queste anche la celebre fotografia di Frida sulla panchina bianca, del 1939.
GLI ABITI: OVVERO LE MATRIARCALI DEL TEHUANTAPEC
Inoltre, anche i suoi caratteristici abiti tradizionali e accessori floreali, che occupano uno spazio a loro stante, grazie alla minuziosa ricostruzione di otto vestiti con relativi accessori e sei parure di gioielli realizzate artigianalmente. Una sezione dedicata ai francobolli emessi da numerosi Paesi in omaggio a Frida Kahlo a cominciare dal 2001, con la prima emissione da parte degli Stati Uniti d’America, a testimonianza dell’ammirazione per Frida come artista e come donna, simbolo di forza e tenacia e, infine, la ricostruzione fedele della stanza-studio di Frida, a Coyoacàn, con la fotografia che ritrae Muray e Frida proprio nel suo studio.
FRIDA E NICK
Di seguito Frida e Nick attraverso la lente della mostra, una descrizione accuurata di Vittoria Mainoldi – “Frida Kahlo: through the lens of Nickolas Muray” è una mostra che offre uno sguardo intimo e privato su Frida Kahlo, l’artista più prolifica, conosciuta e amata del Messico, attraverso l’obiettivo fotografico del suo amico e amante, Nickolas Muray.
STORIA DI MURAY
Nickolas Muray nacque come Miklos Mandl il 15 febbraio 1892 a Seghedino, in Ungheria. Nell’agosto del 1913, armato di venticinque dollari, un dizionario in esperanto di cinquanta parole e una determinazione cieca, il ventunenne Miklos Murai arrivò a Ellis Island, dove divenne Nickolas Muray. Grazie alla sua formazione nelle arti grafiche, avvenuta prima a Budapest e poi a Berlino, trovò immediatamente lavoro presso la Stockinger Printing Co, dove si occupò di incisioni e stampa serigrafica. Nel 1920, aprì il suo studio fotografico, un appartamento di 2 locali al Greenwich Village in cui viveva in una stanza e lavorava nell’altra. Grazie ad una commissione di Harper’s Bazaar per fotografare l’attrice Florence Reed, dal giorno alla notte il suo stile evocativo e la sua elegante ritrattistica diventarono una sensazione e Muray uno dei fotografi più richiesti dalle riviste. Presto fotografò tutte le più importanti personalità e il suo studio divenne un salotto per i più importati intellettuali dell’epoca: Martha Graham, Langston Hughes, Helen Hayes, Paul Robeson, Gertrude Vanderbilt, Eugene O’Neill o Jean Cocteau.
L’INCONTRO CON LA KAHLO
L’incontro tra Muray e Kahlo avvenne però per caso: nel 1923 Nickolas Muray incontrò l’artista messicano Miguel Covarrubias che era venuto a New York con una borsa di studio di sei mesi offerta dal governo messicano. Poco dopo il suo arrivo, Covarrubias iniziò a lavorare per Vanity Fair – rivista alla quale Muray contribuiva da diversi anni con i suoi ritratti di celebrità – e i due diventarono presto amici. Nel 1931 Muray si recò in Messico in vacanza con Covarrubias e la moglie Rosa. Covarrubias era stato uno studente di Diego Rivera ed era solito frequentare la casa del grande muralista messicano e fu così che Nickolas Muray ne conosce la giovane, e allora quasi sconosciuta, moglie: Frida Kahlo.
L’AMORE
Immediatamente dopo il loro primo incontro, la Kahlo inviò a Muray un biglietto che recitava:
Nick,
I love you like I would love an angel.
You are a Lillie of the valley my love.
I will never forget you, never, never.
You are my whole live
I hope you will never forget this.
Frida
Sotto, a chiosa del messaggio, lo stampo di un bacio.
ASSIEME A LEI FINO AI SUOI ULTIMI GIORNI
I due iniziarono una storia d’amore che proseguì a fasi alterne per i dieci anni successivi e un’amicizia che durò fino alla morte di Frida nel 1954. Di quel primo incontro non sopravvive nessuna immagine, cosa davvero singolare poiché Muray era solito girare sempre con almeno due macchine fotografiche, una Leica e una Rolleiflex, per documentare la sua quotidianità. Le prime foto scattate a Frida da Nick risalgono infatti al 1937, ma la relazione tra i due proseguì clandestinamente in quei primi anni, durante le molte visite di Muray in Messico, o quelle di Kahlo negli Stati Uniti d’America.
IMMAGINI DI UNA VITA
Le fotografie che Muray realizzò nel corso della storia di amore con Frida Kahlo coprono un periodo che va dal 1937 al 1946, e ci offrono una prospettiva unica, quella dell’amico, dell’amante e del confidente, e al tempo stesso mostrano le qualità di Muray come ritrattista e come maestro della fotografia a colori, campo pionieristico in quegli anni. Queste immagini mettono anche in luce il profondo interesse di Kahlo per la sua eredità messicana, e gli aspetti più intimi della sua vita e della sua arte. Muray era un artista prolifico: i suoi archivi contengono oltre 25.000 negativi, ma indubbiamente il soggetto che ha ritratto di più in assoluto fu proprio Frida. Muray è stato sperimentatore nel campo della fotografia a colori sin dai primi anni della sua carriera, e proprio per questo ha trovato grande ispirazione nel lavoro di Frida Kahlo e in lei come persona.
GLI SCATTI CON LA LEICA E LA ROLLEIFLEX
Le fotografie nate dal rapporto professionale e personale tra Kahlo e Muray si sono fatte strada nella cultura popolare, attraverso i più diversi media, e hanno influenzato profondamente la visione che il pubblico ha di Frida Kahlo. Sono diventate la prima immagine che viene alla mente quando si pensa alla pittrice messicana, una vera e propria icona, parte integrante della comprensione di chi fosse Frida Kahlo come individuo dietro l’opera d’arte. Questa mostra, oltre a ripercorrere la relazione tra Frida Kahlo e Nickolas Muray in sessanta scatti, dei quali dieci ritraenti alcune opere e documenti di Frida, vuole infatti anche indagare il particolare rapporto tra la Kahlo e la sua immagine. Pittrice che ha fatto largo uso dell’autoritratto, Kahlo è infatti entrata a far parte di quel ristretto numero di artisti che hanno subito un processo di iconizzazione e la cui figura ha trasceso spesso la portata della propria opera.
INFO
La mostra aprirà al pubblico il giorno sabato 15 marzo 2025 e sarà visitabile fino al 20 luglio successivo nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 09:30 alle ore 19:30, sabato, domenica e giorni festivi chiusura posticipata alle ore 20:30;
biglietteria in sede oltreché su ticketone.it;
info: www.navigaresrl.com
+393336095192,
+393518403634



