a cura di Gianluca Ruotolo – «Moby Dick alla prova, è un testo di Welles inedito in Italia. Un esperimento molteplice», come sottolinea il regista: «Blank verse shakespeariano, una sintesi estrema del romanzo. Personaggi bellissimi restituiti in modo magistrale e parti cantate. Noi abbiamo realizzato questo spettacolo totale, con in più la gioia di una sfida finale impossibile: l’apparizione del capodoglio. E con un semplice trucco teatrale siamo riusciti a crearla in scena».

MOBY DICK ALLA PROVA
La produzione di questo spettacolo di dimensioni corali vede associati il Teatro dell’Elfo e il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. In scena accanto al De Capitani (che interpreta Achab, padre Mapple, Lear e l’impresario teatrale) recitano Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Massimo Somaglino, Michele Costabile, Giulia Viana e Vincenzo Zampa. Il cast salda le eccellenze artistiche di tre generazioni di interpreti, mentre la musica dal vivo di Mario Arcari e i canti diretti da Francesca Breschi (vibranti rielaborazioni degli sea shanties) riempiono intensamente la scena generando emozioni profonde, in uno spazio dominato da un fondale enorme, eppure leggero, cangiante e mutevole, capace di evocare l’immensità del mare e la presenza incombente del capodoglio.
IL DEBUTTO DELL’OPERA DI ORSON WELLES
Orson Welles portò al debutto il suo testo il 16 giugno 1955, al Duke of York’s Theatre di Londra. Lo mise in scena in un palco praticamente vuoto, scegliendo di non dare al pubblico né mare, né balene, né navi. Solo una compagnia di attori e sé stesso in quattro ruoli, Achab compreso. E vinse la sfida di portare in teatro l’oceanico romanzo di Melville gettando un ponte tra la tragedia di Re Lear e Moby-Dick: l’ostinazione del re (che la vita, atroce maestra, infine redimerà) si rispecchia in quella irredimibile, fino all’ultimo istante, dell’oscuro e tormentato capitano del Pequod. Splendidamente tradotto per l’Elfo dalla poetessa Cristina Viti, il copione di Welles restituisce con forza d’immagini la prosa del romanzo. Achab, come Kurtz in Cuore di tenebra, per devastare la natura, soggioga i suoi simili e ne fa strumento del suo odio, con estrema facilità: compito agevole, dopotutto (…) La mia unica ruota dentata sa mettere in moto i loro diversi meccanismi (…) ed eccoli tutti in moto (…)
L’UMANITÀ CHE CONDUCE AL DISASTRO
«Vitalismo rapace – prosegue Elio De Capitani -, prepotentemente, ma non esclusivamente, occidentale, che rappresenta quella parte d’umanità che ci porta al disastro, al gorgo mortale che inghiotte la Pequod. Siamo alla sesta estinzione di massa, siamo al riscaldamento globale, siamo sull’orlo del baratro e continuiamo a correre. Generando odiatori meno mitici ma altrettanto ferali di Achab. Diciamolo: Moby Dick parla di noi, oggi. Ne parla come solo l’arte sa fare. Cogliendo il respiro dei secoli, tra passato e futuro, nel respiro di ogni istante della nostra vita». L’opera è in cartellone al Teatro Vascello di Roma dall’11 al 13 marzo 2025 e in replica il 16 marzo.
INFO
Moby Dick alla prova:
regia di Elio De Capitani;
musiche dal vivo: Mario Arcari;
direzione del coro: Francesca Breschi;
coproduzione: Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale;
durata: 2 ore e 20 minuti più intervallo;
Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 78 Roma,
+39065881021,
+39065898031,



