a cura di Italia Nostra – Italia Nostra esprime vivo apprezzamento alla soprintendente Porro e ai suoi Uffici per aver ascoltato l’appello della Sezione romana dell’associazione e del Comitato TAM (Tutela Alberi Monteverde) per gli ennesimi abbattimenti di alberature storiche di Roma, questa volta nel parco di Villa Pamphilj soggetto a molteplici vincoli paesaggistici, storici e ambientali.
I PINI DELLA CAPITALE
Allo stesso tempo, va sottolineato che Italia Nostra ha dovuto fare ricorso all’estremo strumento della diffida rivolta all’Amministrazione comunale, nella quale è stato evidenziato come troppo spesso si abbattano pini, pur se precedentemente curati con endoterapia contro il parassita che da anni fa strage di questi alberi. «Siamo in fervida attesa del parere tecnico, che questa volta sarà espresso da un soggetto terzo, rappresentativo per di più dello Stato – ha dichiarato al riguardo il presidente di Italia Nostra Roma, Oreste Rutigliano -, confidiamo che questa vicenda porti a una svolta accettata e condivisa dal Comune di Roma».
GLI AUSPICI DI ITALIA NOSTRA
Italia Nostra auspica che gli abbattimenti di grandi alberi vengano d’ora in poi preannunciati con ampio margine di tempo, motivati con perizie esposte nel luogo fisico ove sorge l’albero e leggibili dalla cittadinanza le perizie siano corredate da prove di stabilità e dettagliate analisi delle possibili cure che possano evitare l’abbattimento. Tale è tuttavia l’importanza della sopravvivenza di ogni grande albero, per i tanti benefici che dona alla città, che si dovrebbe profilare ormai l’idea di un giusto processo anche per gli alberi, capace di evitare che il problema della responsabilità penale dei dirigenti e funzionari possa determinare un’eccessiva prudenza e induca questi ultimi ad abbattimenti altrimenti evitabili.
ALBERI SUPERSTITI
Ci si aspetta poi che venga fatta chiarezza sulle endoterapie ai pini di Roma in quanto cure obbligatorie, sin dall’agosto del 2021, per fermare l’opera distruttiva della cocciniglia (Toumayella parviconis) che sta devastando gli esemplari, e si vorrebbe conoscere esattamente, ad oggi, quanti alberi siano stati correttamente curati. Va ribadito che le cure se fatte con costanza, a giusta scadenza, sono garanzia assoluta della salute dei pini, a meno che non ci si affidi al criterio del massimo ribasso, metodo superato, inefficace e che comporta spreco di denaro pubblico. La primavera è alle porte e Italia Nostra si augura di poter presto venire a conoscenza di uno stanziamento e un bando che assicuri le cure necessarie per tutti i pini superstiti di Roma.



