Niamey, 22 febbraio 2025 – All’arrivo all’aeroporto della capitale nigerina l’ufficiale italiano è stato accolto dall’Incaricato di Affari dell’Ambasciata italiana, dottor Roberto Orlando, dal comandante della MISIN, generale di brigata Giovanni Quartuccio, e dall’attaché per la Difesa italiano, colonnello Vincenzo Addonisio. Portolano ha in seguito incontrato il personale inviato da Roma in missione di cooperazione bilaterale per l’addestramento e il capacity building in Niger, la MISIN, attiva dal 2018.
PORTOLANO IN VISITA AI MILITARI ITALIANI DELLA MISIN
Rivolgendosi ai militari italiani, il capo di stato maggiore della Difesa ha recato il saluto del ministro della Difesa Guido Crosetto, esprimendo contestualmente la personale soddisfazione per i risultati conseguiti nella contribuzione e nel supporto del governo nigerino all’azione di stabilizzazione, nel rafforzamento delle capacità delle forze armate del Paese africano di controllo del territorio e di contrasto dei fenomeni dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza. Afferma la nota ufficiale diffusa da Via XX Settembre che «l’Italia è un interlocutore privilegiato con il governo di Niamey, essendo a oggi l’unico paese occidentale ancora presente e gradito, anche e soprattutto grazie al proficuo lavoro svolto dalla Difesa». Poi, passando all’esame delle attività di competenza della MISIN, viene evidenziata la loro fondamentale importanza, «in quanto la formazione e l’addestramento – ha aggiunto il generale Portolano –, la consulenza, l’assistenza, il supporto e mentoring a favore delle Forze di sicurezza e delle istituzioni governative nigerine contribuiscono ad aumentare le capacità e l’autonomia del Paese nella sorveglianza delle frontiere, nel controllo del territorio e nel contrasto ai fenomeni illeciti».
COOPERAZIONE BILATERALE NEI CAMPI CIVILE E MILITARE
Inoltre, viene rilevato come attraverso le attività di cooperazione civile-militare (CIMIC), il contingente fornisca aiuti tangibili alla popolazione locale in virtù dello sviluppo di progetti a impatto benefico immediato (51 dal 2018), come le donazioni di materiale sanitario e scolastico. Infine, viene reso noto che sono in corso di realizzazione progetti per equipaggiare le unità locali addestrate, quali barchini per il controllo dei movimenti lungo il fiume Niger ed elicotteri AB412 per il controllo del territorio. Nel corso della due giorni nigerina è stato altresì effettuato un sopralluogo presso il cantiere del Centro di medicina aeronautica del Niger (Centre de Compétence Médicale Aeronautique du Niger, CEMEDAN), attualmente in fase di costruzione a opera di un’unità del VI Reggimento Genio dell’Esercito italiano. Il CEMEDAN, che rientra tra gli obiettivi locali di sanità pubblica, dovrebbe venire completato entro l’anno. Grazie ai sistemi diagnostici e gli strumenti elettro-medicali di cui sarà dotato, consentirà la certificazione dell’idoneità al volo del personale navigante (sia civile che militare), costituendo un unicum di eccellenza nel suo genere nell’intera area saheliana.
ASSISTENZA ALLE FORZE ARMATE DI NIAMEY
Successivamente il capo di stato maggiore della Difesa si è recato presso il Reparto di Volo delle Forze armate nigerine (FAN), che sta svolgendo attività addestrativa con gli elicotteri AB412 donati dall’Italia e grazie al supporto di istruttori italiani. Nell’occasione, il generale Portolano ha incontrato il suo omologo nigerino Moussa Salaou Barmou e, successivamente, il ministro della Difesa del paese africano, generale Salifou Mody. Con il prima ha affrontato i temi relativi alla sicurezza regionale e al ruolo delle FAN nell’azione di contrasto delle minacce maggiormente insidiose, quali il terrorismo transnazionale, i tentativi di destabilizzazione, il banditismo e la criminalità organizzata e le migrazioni illegali verso nord, in particolare dall’area di Agadez. Con il ministro della Difesa è stato affrontato invece il tema della cooperazione bilaterale tra Italia e Niger, principalmente sul piano militare, finalizzata essa alla comune necessità di disciplinare i flussi migratori transfrontalieri, assicurare la stabilità, contribuire alla difesa di tutta l’area saheliana e sostenere la pace con un approccio congiunto e pragmatico.
STABILIZZARE IL SAHEL
Il ministro nigerino ha confermato come il suo paese rinvenga nell’Italia un partner affidabile con il quale proseguire il dialogo bilaterale e strategico nell’ottica del rafforzamento di selezionate e tangibili capacità locali, che potranno contribuire al mantenimento della stabilità nel quadrante saheliano. Ha al riguardo sottolineato il generale Portolano che «Italia e Niger sono paesi che di fatto rappresentano un continuum nelle rotte migratorie e nei traffici criminali che affliggono la regione mediterranea, è importante quindi, assicurare una condivisione della conoscenza e puntare sulla costruzione di capacità operative autonome delle FAN». A dimostrazione della valenza strategica attribuita al Paese africano, nel dicembre 2024 ha avuto luogo a Roma la IV edizione dei Bilateral Staff Talks Italia-Niger, conclusasi con la firma del Piano di Cooperazione 2025, che prevede lo svolgimento di undici attività addestrative congiunte.



