Ad affermarlo con decisione questo pomeriggio è stato Michele Marsiglia, che di Federpetroli è il presidente. Egli è intervenuto pubblicamente richiesto di un commento dall’agenzia stampa LaPresse a seguito del question time che ha avuto luogo sullo specifico tema oggi alla Camera dei deputati.
TIMORI PER POSSIBILI RIALZI DEI PREZZI
«Per ora nessun panico da caro benzina trova giustificazione», ha commentato al riguardo Marsiglia, aggiungendo che a suo avviso il question time sul caro carburante «è stato alquanto debole», perché tra gli argomenti affrontati in Parlamento c’era anche il cartello dei distributori, «che è fallimentare, come già Federpetroli Italia aveva portato all’attenzione della Presidente del Consiglio, già mesi prima che venisse varato il decreto e in fase ancora di valutazione. Anche il Consiglio di Stato ne ha annullato alcuni punti e, riguardo all’esposizione dei prezzi, si è espresso definendola manifestamente irragionevole e sproporzionata».
IL GOVERNO E LA RETE DI DISTRIBUZIONE DEI CARBURANTI
Prosegue il presidente di Federpetroli Italia: «Adolfo Urso, ministro dell’Industria e del Made in Italy, era a conoscenza della situazione negativa relativa a questo nuovo decreto, visto le numerose comunicazioni e le manifestazioni di scontento da parte della rete di distribuzione di carburanti italiana, oltreché in ragione delle difficoltà evidenziate dai gestori delle stazioni di servizio nell’esposizione dei prezzi. Per quanto concerne la protesta sui prezzi carburanti di queste ultime settimane da parte di alcuni, essa non ha fondamento, se non a eccezione di pochi distributori, dove il Ministero è già intervenuto allo scopo di verificare le eventuali anomalie».
FLUTTUAZIONI E COMPONENTE FISCALE
«Non hanno fondamento le preoccupazioni e il panico da aumento prezzi della benzina, per ora – rassicura Marsiglia -, infatti i prezzi alla pompa sono rimasti adeguati anche nelle fasi critiche della quotazione del greggio al barile, senza alcun rialzo negli ultimi mesi, eccettuate le piccole fluttuazioni di pochi centesimi in meno o in più. In merito, invece, alla questione delle accise e dell’Iva, si ritorna su una vecchia questione: quella della componente fiscale del prezzo; ma, è noto che sarebbe necessario un intervento nel quadro della politica finanziaria dello Stato, tuttavia, non lo ritengo praticabile in questa fase».
SPECULAZIONE E RINCARI
«Il caro bollette è un problema che l’industria energetica sta affrontando – conclude il presidente di Federpetroli -, occorre che venga elaborata una chiara strategia energetica nazionale e nuove norme che regolino lo sfruttamento delle fonti energetiche del Paese, in particolare i giacimenti di gas naturale. Senza di questo siamo e resteremo vittime della speculazione e dei prezzi internazionali a danno di aziende e famiglie italiane. La speculazione non è più quella del TTF di Amsterdam, ma quella che qualche forza politica sta facendo sull’energia italiana».



