Oggi partiremo da una vicenda vissuta in prima persona da un nostro testimone, che da piccolo ha assistito all’arresto di sua madre, una giovane donna in quel momento in cinta, da parte della polizia della giunta golpista. Non la vide più da allora, ma in seguito, divenuto adulto, al prezzo di molti sforzi e ricerche, di muri di gomma nei quali riuscì ad aprire delle brecce al fine di pervenire alla verità, venne a sapere che sua madre era stata assassinata, ma che prima di venire uccisa aveva partorito un bambino: suo fratello.
DESAPARECIDOS E BAMBINI RUBATI
Il neonato era stato poi affidato alla famiglia di un poliziotto in servizio nell’hinterland di Buonos Aires del quale non è chiaro se partecipò alle torture e all’assassinio della donna. Quel bambino è diventato adulto e, a un certo punto, grazie alla volontà di perseverare nelle ricerche di Miguel Santucho, poté conoscere la sua drammatica vicenda esistenziale e abbracciare suo fratello. Un racconto che il protagonista ha fatto a insidertrend.it e che è possibile ascoltare di seguito. Una narrazione che prende necessariamente le mosse, seppure in maniera sintetica, dal quadro storico di quel periodo, attraversando i decenni con i loro eventi successivi: la fine del potere golpista, il graduale ritorno alla democrazia, il delicato processo di riconciliazione nazionale, il difficile avvio delle indagini sulle persone scomparse e sui crimini commessi dai militari e, infine, i processi, come quello celebrato in Italia sul caso relativo al “Piano Condor”.
LA SEGA ELETTRICA DI MILEI
Ma cosa ha spinto Santucho, cittadino argentino di origini italiane, a rivolgersi alla stampa? Il timore che nel clima di revisionismo storico che pervade l’Argentina di Javier Milei si giunga a soffocare la memoria storica e gli strumenti attualmente disponibili alla cittadinanza per fare Giustizia sui crimini del passato. Santucho è membro della commissione direttiva di un’associazione che proprio di questo si occupa, la Abuelas de Plaza de Mayo, che, egli afferma essere «recentemente finita nel mirino del neopresidente liberista che, una volta assiso alla Casa Rosada ha iniziato a porre in essere una serie di azioni tese a limitarne l’effettiva capacità di operare». In particolare, un decreto presidenziale emanato da Milei taglierà risorse essenziali alle attività di ricerca dei circa trecento uomini e donne «rubati» ai loro genitori arrestati quando erano bambini, figli di desaparecidos dei quali si comprometterà la continuità e, dunque, l’esito delle ricerche.



