LIBRI, musica. Storie di ordinaria fonia: la vita di Foffo Bianchi

La presentazione del volume avrà luogo oggi, sabato 6 maggio alle ore 18:00, presso la Libreria Feltrinelli di Corso Vannucci a Perugia. In esso si racconta l’esistenza del produttore discografico della RCA e ingegnere del suono, il suo punto di vista su cinquant'anni di storie musicali. La prefazione al testo è di Renato Zero, mentre la postfazione degli Elio e le Storie Tese. Si tratta di una testimonianza scritta dal protagonista assieme a Francesca Gaudenzi e Duccio Pasqua

Sabato 6 maggio alle ore 18:00, a Perugia presso la Libreria Feltrinelli avrà luogo la presentazione del libro “Storie di straordinaria fonia, la vita di Foffo Bianchi”, volume sul produttore discografico della RCA e ingegnere del suono che racconta dal suo punto di vista cinquant’anni di storie musicali.

LA MUSICA ITALIANA DA UNA PROSPETTIVA INEDITA

La musica italiana da una prospettiva inedita: quella di Rodolfo «Foffo» Bianchi, musicista, produttore e ingegnere del suono, protagonista di cinquant’anni di storia della canzone. Fatti, curiosità e aneddoti arricchiti dalla testimonianza di chi ha condiviso quel percorso con lui (Ron, Riccardo Del Turco, Riccardo Fogli, Gianni Marsili e tanti altri). Presentato in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino e disponibile dal 31 maggio in tutte le librerie e nei Digital Store, Storie di Straordinaria Fonia (Bertoni Editore) racconta nei dettagli la straordinaria carriera, tra studi di registrazione e palchi, di uno dei «registi» più importanti della musica italiana. Il libro nasce dalla determinazione di Francesca Gaudenzi (scrittrice e autrice televisiva) e Duccio Pasqua (giornalista e conduttore radiofonico) nel convincere Foffo che la sua incredibile storia meritava di essere raccontata.

UNA STORIA CHE MERITAVA DI VENIRE RACCONTATA

Lunghi fine settimana ricostruire i fatti con il protagonista nel suo studio-museo tra i colli della Toscana, seguiti da ricerche e approfondimenti per calare le vicende nel contesto storico adeguato. Gli esordi da sassofonista e cantante che lo portano fino al Festival di Sanremo, nel 1969. Gli anni da produttore della RCA, in cui realizza dischi leggendari di Renato Zero (Invenzioni, Trapezio, Zerolandia, Zerofobia), Patty Pravo (Incontro, Tanto), Rino Gaetano (Aida, Nuntereggae più), Anna Oxa (Oxanna), Claudio Baglioni (Solo, E tu come stai?) e con le grandi band del progressive italiano (Il Rovescio della Medaglia, The Trip, Quella vecchia locanda, Perigeo, Banco del Mutuo Soccorso). Gli anni da ingegnere del suono per tournée straordinarie con Dalla/Morandi, Lucio Dalla, Pino Daniele, Enrico Ruggeri, Ron, Adriano Celentano, Nicola Arigliano e Ligabue. La grande avventura con Elio e le Storie Tese, di cui è il solo e insostituibile fonico dal 1997.

RACCONTI INEDITI SU ALCUNE POP STAR

Tra i racconti inediti: un disco di Renato Zero registrato nottetempo dentro uno studio in demolizione; Lucio Dalla vulcanico e seminudo in studio, nonché guida turistica in tournée; i tre mesi a Londra con Vangelis per produrre Tanto di Patty Pravo; l’amicizia con Ivan Graziani e Piero Ciampi; la tournée americana con Elio e le Storie Tese tra inseguimenti della polizia e un concerto al leggendario CBGB’s. «Vai Foffo! Racconta che la RCA era un fiume in piena di idee e soluzioni. Di proposte e di progetti. Un viaggio infinito verso un futuro che appariva ricco e promettente» – queste le parole di Renato Zero, tratte dalla prefazione del libro. «Spesso ci trovavamo al Cenacolo – racconta Riccardo Fogli -, Renato Zero da una parte e io dall’altra, con Foffo che faceva la spola tra lui e me. Eravamo ragazzi persi tra mixer e microfoni, magri come chiodi e sempre affamati di musica». Il libro si chiude con la postfazione di Elio e le Storie Tese, che dicono di Foffo: «Se il palcoscenico fosse una classe delle medie, noi saremmo gli scolari indisciplinati e Foffo il nostro integerrimo professore esasperato. Abbiamo perso il conto delle volte in cui è sbottato: “Allora, si fa questo soundcheck oppure no? Me ne devo andare?” (…)».

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