AUTOMOTIVE, auto elettrica. I dubbi: costi elevati, scarsa conoscenza e confusione nei consumatori in Italia frenano «la svolta»

Una nuova instant survey di Areté misura la reale propensione per la mobilità elettrica e la fiducia degli italiani nel raggiungimento degli obiettivi di mobilità «full electric» al 2035

Roma, ottobre 2022 – I costi delle auto elettriche disponibili sul mercato vengono oggi percepiti ancora come troppo elevati da gran parte degli italiani, complice anche l’incertezza economica legata allo scenario di crisi internazionale. La confusione e la scarsa conoscenza da parte dei consumatori delle caratteristiche e delle differenze tra le diverse tecnologie ne frenano una più ampia diffusione nel Paese.

LA NUOVA «INSTANT SURVEY» DI ARETÉ

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey “Vendita di solo auto elettriche dal 2035, cosa ne pensano gli italiani?” condotta da Areté (azienda leader nella consulenza strategica) nel mese di ottobre per indagare sul campo, a sei mesi di distanza da una precedente simile ricerca, la conoscenza e la propensione alla mobilità elettrica e capire, al contempo, cosa pensano gli italiani degli obiettivi fissati a livello europeo al 2035 per la decarbonizzazione.

CALO DELLA PROPENSIONE PER L’ELETTRICO?

In calo la propensione all’elettrico …anche se chi lo prova lo apprezza: per definire lo scenario di riferimento, l’indagine ha verificato sul campo alcuni indicatori che rivelano molto degli attuali consumi di mobilità degli italiani. L’88% degli intervistati utilizza oggi una vettura con motore termico, cresce la quota di quanti si si affidano alle soluzioni alternative (il 9% ha scelto l’ibrido e il 2% il full electric). Ancora sei italiani su dieci non hanno mai utilizzato, né provato una vettura elettrica. Tra coloro che l’hanno testata, l’87% esprime un giudizio positivo, apprezzandone la silenziosità, la dotazione tecnologica di bordo, la comodità d’uso in città, il cambio automatico e l’accelerazione immediata. Solo il 13% ha riscontrato delle criticità alla guida.

GLI EFFETTI DELLA CRISI ECONOMICA ED ENERGETICA

Complice l’inasprirsi della crisi economica ed energetica, sembra oggi trovare un freno la propensione all’acquisto di vetture elettriche: se a marzo di quest’anno l’87% del campione si diceva intenzionato ad acquistarla in futuro, ora la percentuale è scesa al 63%. Le ragioni che guidano la scelta elettrica restano principalmente quella economica (51%) e quella ambientale (32%). Tra gli “scettici” verso i veicoli alla spina prevalgono la sfiducia verso l’autonomia delle batterie (temuta da oltre metà del campione) e la diffidenza verso la tecnologia. Da sempre uno dei temi chiave quando si parla di elettrico è il costo delle vetture: quanto sono disposti a pagare gli italiani per avere un’auto elettrica? La risposta è meno di 30.000 euro, un dato che offre una spiegazione chiara del perché la diffusione di questi veicoli stenti ancora a decollare nel nostro Paese.

ELETTRICO E IBRIDO: INDECISIONE E CONFUSIONE

I motivi della scarsa diffusione di questi veicoli non risiedono solo nel loro elevato costo. L’instant survey di Areté ha misurato la conoscenza di queste vetture da parte degli italiani. Quanti realmente conoscono il loro funzionamento, le modalità di ricarica, i quantitativi di emissioni prodotte, i loro costi di gestione e l’autonomia? Complessivamente a regnare sono ancora l’incertezza e la confusione. Nonostante i forti investimenti operati dalle Case automobilistiche nella promozione di questi veicoli, sei italiani su dieci ammettono di non conoscere le differenze tra le diverse tecnologie ibride (MHEV, HEV, PHEV) e l’elettrico. Ma non solo: il 61% degli intervistati non è al corrente del fatto che i motori ibridi presentino significative differenze a seconda della tipologia (full, mild e plug-in), il 40% pensa che tutte le vetture ibride ed elettriche siano auto a emissioni zero, il 47% reputa che si possa ricaricare l’auto elettrica direttamente alla presa della corrente senza alcuna modifica al contratto della luce, né installazioni di apparecchiature particolari; infine il 47% pensa che tutte le ibride siano in grado di percorrere almeno cinquanta chilometri viaggiando in modalità elettrica. Senza contare che gran parte degli intervistati, interrogati sui tempi e sulle modalità di ricarica delle vetture elettriche e sui costi di gestione, ammette di non sapere.

DUBBI ANCHE SUL CONSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI AL 2035

FIT for 55, metà degli italiani pensa che l’obiettivo della mobilità solo elettrica non sarà centrato: quasi la metà degli intervistati (45%) ritiene che lo scenario fissato dagli obiettivi del FIT for 55, stando ai quali dal 2035 si venderanno soltanto vetture totalmente elettriche, non si realizzerà. Elevato costo dell’energia elettrica, scarsità dei punti di ricarica e assenza di un cronoprogramma definito di attività che dovrebbero accompagnare la transizione spingono oltre quattro italiani su dieci a dubitare che l’obiettivo sarà centrato.

MOLTO INTERESSE MA SCARSA CONOSCENZA

«I dati della nuova survey testimoniano un significativo interesse per le auto elettrificate – sottolinea Massimo Ghenzer, presidente di Areté -, cui però non corrisponde un adeguato aumento della conoscenza circa le caratteristiche di questi prodotti. A prevalere è ancora la confusione che genera incertezza nella scelta del veicolo più adatto alle proprie esigenze. Serve oggi un nuovo sforzo da parte delle case automobilistiche per riuscire a comunicare in modo efficace le nuove motorizzazioni e, contestualmente, è necessario fare chiarezza su alcuni aspetti critici, come i punti di ricarica, il costo della ricarica, la reale durata delle batterie e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Solo così si potrà superare lo scetticismo che ancora avvolge alcune tematiche chiave per questo mercato».

Condividi: