LIBRI, filosofia. La metamorfosi di Giano. Nume. Simbolo. Filosofia Gianuaria. Alterità/Identità

Nello scorrevole racconto del Brunetti si segue il percorso da un dialogo a una filosofia come luogo di comprensione della realtà. A guidare chi si approccia all’opera è il «bifronte», attraverso a mano dell’autore

Il percorso da un dialogo ad una filosofia come luoghi di comprensione della realtà è il tema di questo racconto, che offre anche spazi ampi a questioni morali politiche religiose che da sempre coinvolgono l’umanità. Il dialogo si svolge tra un Io umano e Giano, dio delle porte, della duplicità e del dubbio.

Giano predica con durezza la tranquilla visione dell’ambiguità del mondo. L’Io difende l’unicità umana, prodotto o riflesso di una superiore creazione divina. Ben oltre la predicazione, il nume vuole poi imporre la sua dottrina come Religione. Subisce un rifiuto, e vede, anzi ridursi il suo ruolo da dio a simbolo. Incapace di rinunciare alla suprema vocazione, egli sfida l’antagonista sul suo stesso terreno, che riconosce essere la filosofia, fino a umanizzarsi e riunire i suoi profili in un solo volto. Ma così Giano, entrato nell’ordine del tempo e decaduto da signore della duplicità ad altro da sé, scompare del tutto.

IL GESTO FINALE DI GIANO

Dal suo gesto finale, però, e dalla forte richiesta umana trae origine e nome la Filosofia Gianuaria che dal rigore della disputa e dall’ansia rinnovata di conferma verso un ordine superiore è volta alla conoscenza di una realtà multiforme e magmatica. Nella vicenda, spesso si avverte come imminente un epilogo, in seguito sovvertito dalle mutazioni del dio. La Filosofia gianuaria è il terzo elemento del Trittico di Giano, dopo il Dialogo e la Conversione.

Che cosa si deve, veramente, fare? Da ogni parte, infatti, sorge l’antagonista.

«Non liquet», nell’antica lingua vuol dire che «il nodo non si scioglie». Ma chi ha parlato?

Ecco, dal passato emerge una forma prodigiosa e possiede un profilo duplice: è lui, Giano. E chi più di lui, dal suo culto arcaico, può impersonare la duplice essenza della realtà e dell’Uomo. Dal suo incontro con un Io umano hanno origine una disputa, una conversione e una filosofia che in onore del nume del Contrario ha nome di Gianuaria. Ma questa, pur non dimentica della storia iniziale, è rivolta in avanti e lontano, in cerca fiduciosa di conoscenza. Animate dalla Filosofia Gianuaria, le altre Ragioni della mente: la Scienza, la Politica, la Ragione sacra dialogano tra loro. E cercano.

FAUSTO BRUNETTI

Fausto Brunetti diplomatico, dopo il servizio in sedi estere, tra cui Helsinki, Mosca, Bonn e Lipsia, si occupa di pubblicazioni in tematiche di carattere storico, politico e della formazione. Tra le sue pubblicazioni: Il pensiero e l’azione de Il Nazionale, giornale di Napoli del 1848 (1997); L’Italia è un’espressione geografica. Manipolazione e trasfigurazione di una celebre frase metternichiana (2005); Stato e Diplomazia (2010); Italia cara, cosa dicono di te. Ma chi sei veramente? (2011); Prospettive per una integrazione geopolitica euro-russa. Le relazioni politiche ed economiche «speciali» finno-sovietiche. Un modello da rivalutare (2011) con traduzione in inglese; Gli Etruschi e l’ombra degli Umbri (2012); Gli Etruschi. Popolo paleo-ellenico e italico. Erodoto e Dionigi si incontrano (2016), con traduzione in inglese; Mosca è libera. La fine dell’Ideologia vista da un Consigliere dell’Ambasciata ’88-’91 (2017); La ragione di Giano (2011) e La conversione di Giano (2019) precedenti stesure di quest’opera.

Autore: Fausto Brunetti

Titolo: La metamorfosi di Giano. Nume. Simbolo. Filosofia Gianuaria. Alterità/Identità

Genere: racconto filosofico

Pagine: 312

Editore: Edizioni Croce

Prezzo: euro 14,00

ISBN: 9788864024226

Distribuzione: Messaggerie Libri

A340 – LIBRI, FILOSOFIA: LA METAMORFOSI DI GIANO. Nume. Simbolo. Filosofia Gianuaria. Alterità/Identità: nello scorrevole racconto di FAUSTO BRUNETTI si segue il percorso da un dialogo a una filosofia come luogo di comprensione della realtà. A guidare chi si approccia all’opera è il «bifronte», attraverso la mano dell’autore, intervistato da insidertrend.it.
Il percorso da un dialogo ad una filosofia come luoghi di comprensione della realtà è il tema di questo racconto, che offre anche spazi ampi a questioni morali politiche religiose che da sempre coinvolgono l’umanità. Il dialogo si svolge tra un Io umano e Giano, dio delle porte, della duplicità e del dubbio.
Giano predica con durezza la tranquilla visione dell’ambiguità del mondo. L’Io difende l’unicità umana, prodotto o riflesso di una superiore creazione divina. Ben oltre la predicazione, il nume vuole poi imporre la sua dottrina come Religione. Subisce un rifiuto, e vede, anzi ridursi il suo ruolo da dio a simbolo. Incapace di rinunciare alla suprema vocazione, egli sfida l’antagonista sul suo stesso terreno, che riconosce essere la filosofia, fino a umanizzarsi e riunire i suoi profili in un solo volto. Ma così Giano, entrato nell’ordine del tempo e decaduto da signore della duplicità ad altro da sé, scompare del tutto.
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