MEDIO ORIENTE. La Cina investe in Iran in cambio di petrolio e cerca basi militari nel paese per aumentare il proprio peso strategico

Pechino sta per trasferire 5.000 soldati in Iran per proteggere i propri investimenti di 400 miliardi di dollari destinati alla Repubblica Islamica nei prossimi 25 anni. Gli ingegneri militari stanno esplorando i siti per definire le loro basi. Si tratta di una conseguenza dell’accordo firmato a Teheran lo scorso 27 marzo. In cambio a Pechino sarà garantito un approvvigionamento stabile di petrolio e gas a prezzi competitivi.

IL CORRIDOIO CINA-PAKISTAN SI ALLUNGA

Solo nel marzo 2021, il greggio destinato alla Cina a marzo ha raggiunto la cifra di 30 milioni di barili. Circa la metà del quantitativo che l’Arabia Saudita ha fornito alla Cina nei primi due mesi del 2021. La presenza militare cinese in Iran, la prima nella regione del Golfo, segnerà la formazione di un asse strategico che collega Cina, Pakistan e Iran, due dei quali sono potenze nucleari.

Il nuovo tratto del CPEC (China-Pakistan Economic Corridor) fornirà un passaggio sicuro e una rotta più breve per il petrolio, il gas e i prodotti petrolchimici iraniani venduti alla Cina. I 5000 soldati cinesi destinati all’Iran, si sommeranno ai 10.000 militari già presenti nel porto di Gibuti nell’Africa orientale, rendendo così di assoluto rilievo la presenza militare di Pechino nel delicato teatro medio-orientale.

LA CINA E L’ACCORDO SUL NUCLEARE IRANIANO

Le nuove basi militari cinesi in Iran sono in via di definizione. È probabile che una sia un porto marittimo, sulla costa del Golfo o a Chabahar, uno sbocco nel Golfo di Oman dove le guardie rivoluzionarie hanno una grande installazione. È anche in discussione un sito vicino agli impianti nucleari chiave dell’Iran, che renderebbe complicato qualsiasi piano militare per un attacco al suo programma nucleare.

Il patto Teheran-Pechino arriva proprio alla vigilia della ripresa del dialogo per rilanciare l’accordo nucleare iraniano. Al di là dei riflessi politici che potrà avere, l’alleanza Cina-Iran appare senza dubbio una ulteriore sfida agli Stati Uniti, nel momento in cui l’amministrazione di Joe Biden sta cercando di radunare alleati contro la Cina

LA SFIDA CINESE SI SPOSTA IN MEDIO ORIENTE

La più stretta integrazione dell’Iran con la Cina potrebbe anche aiutare a sostenere la fragile economia di Teheran dalle sanzioni USA e dall’embargo sulle vendite di petrolio. L’accordo offre anche l’opportunità di aprire alla Cina il mercato delle armi nell’area del Medio Oriente, dopo che l’amministrazione Biden ha sospeso le vendite su larga scala all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti.

Anche Israele ha legami economici con Pechino, ai quali Washington si oppone fortemente, a cominciare dal nuovo porto che una società cinese ha in programma di costruire ad Haifa con un contratto di locazione di gestione di 25 anni. In modalità espansionistica nella regione e in virtù del ruolo di nazione “amica” di entrambi i contendenti, Pechino potrebbe ricavarsi un ruolo di mediazione tra Israele e Iran.

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