MEDIA, libertà di stampa. Intercettazioni telefoniche, giornalisti «attenzionati»: attaccati i principi sanciti dall’articolo 21 della Costituzione della Repubblica

Gli operatori dell’informazione sono stati «ascoltati» mentre parlavano con le loro fonti, in alcuni casi addirittura con i propri avvocati, si tratta di un fatto estremamente grave. A insidertrend.it il commento di Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana (FNSI)

Alcuni giornalisti di varie testate, tutti accomunati dalla caratteristica che stavano conducendo delle inchieste sul fenomeno dell’immigrazione e sulla connessa attività di organizzazioni non governative (Ong) operanti con le loro navi e i loro velivoli nel tratto di mare tra la Libia e l’Italia, sono stati intercettati per ordine della Procura della Repubblica di Trapani mentre parlavano al telefono con le loro fonti o, in alcuni casi, con i loro avvocati.

Le reazioni alle intercettazioni di giornalisti e avvocati

Questo è avvenuto nel quadro della prima inchiesta giudiziaria condotta dalla magistratura italiana sulle Ong che prestano soccorso in mare ai migranti imbarcatisi sulle coste nordafricane e diretti sulla sponda europea del Mediterraneo, sulla base dell’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al riguardo, il presidente della FNSI Giulietti – il cui commento è stato raccolto da insidertrend.it in un’intervista il cui audio integrale è possibile ascoltare di seguito (A313) – ha rivolto una appello al ministro della Giustizia Marta Cartabia e anche al Consiglio Superiore della Magistratura di aprire un’inchiesta sull’accaduto, mentre una simile richiesta è stata a rivolto al Presidente della Repubblica e alla guardasigilli dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna.

A venire intercettati, tra gli altri, sono stati Nancy Porsia e la sua legale di fiducia Alessandra Ballerini, Sergio Scandura (Radio Radicale), Claudia De Pascale (Rai Report), Nello Scavo (Avvenire), Francesca Mannocchi e Fausto Biloslavo (Il Giornale), Antonio Massari (Il Fatto Quotidiano).

Nel frattempo venti parlamentari appartenenti al Partito Democratico hanno presentato al ministro della Giustizia una interrogazione nella quale viene richiesta l’effettuazione di una ispezione presso la Procura della Repubblica di Trapani allo scopo di verificare lo scrupoloso rispetto di importanti principi sanciti dalla Costituzione.

Le inchieste dalla stampa avrebbero potuto mettere in discussione l’accordo sui migranti con la Libia

Secondo Alessandro Gamberini, docente di Diritto penale presso l’Università di Bologna e legale della ong Sea Watch, «l’inchiesta giudiziaria consta di 30.000 pagine di atti e decine di CD di intercettazioni contenenti migliaia di ore di intercettazioni e, da una prima visione, emergerebbe che l’obiettivo di essa sia stato evitare di incrinare l’accordo precedentemente stipulato con la Libia, paese divenuto “elemento di contenimento” dell’emigrazione. Un accordo che poteva venire guastato da tutti coloro effettuavano inchieste sulla Libia, che avrebbero poi rivelato come il Paese nordafricano fosse divenuto un posto infernale, una sorta di lager a cielo aperto. Un accordo che fa riferimento anche a personaggi ritenuti discutibili, essi stessi trafficanti di esseri umani».

Si tratta di indagini che durano ormai da quattro anni, poiché dall’agosto del 2017 si attende una pronuncia del Giudice per le indagini preliminari (Gip) in ordine al rinvio o meno a giudizio degli imputati.

Nel pomeriggio di oggi, con riguardo a questa vicenda, ha avuto luogo una iniziativa di respiro nazionale finalizzata al rilancio di nuove norme in materia di segreto professionale, di tutela della fonti e delle cosiddette «querele bavaglio», un incontro promosso dall’associazione Articolo 21 e coordinata da Roberto Natale e Francesco Cavalli che ha visto l’adesione della FNSI, una videoconferenza che viene ritrasmessa da Articolo 21 e da numerosi altri siti web.

A313 – MEDIA, LIBERTÀ DI STAMPA: GIORNALISTI INTERCETTATI PER ORDINE DELLA PROCURA DI TRAPANI, VIOLATO L’ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE. Gli operatori dell’informazione sono stati «ascoltati» mentre parlavano con le loro fonti, in alcuni casi addirittura con i propri avvocati, si tratta di un fatto estremamente grave. A insidertrend.it il commento di GIUSEPPE GIULIETTI, presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana (FNSI).
Alcuni giornalisti di varie testate, tutti accomunati dalla caratteristica che stavano conducendo delle inchieste sul fenomeno dell’immigrazione e sulla connessa attività di organizzazioni non governative (Ong) operanti con le loro navi e i loro velivoli nel tratto di mare tra la Libia e l’Italia, sono stati intercettati per ordine della Procura della Repubblica di Trapani mentre parlavano al telefono con le loro fonti o, in alcuni casi, con i loro avvocati.
Questo è avvenuto nel quadro della prima inchiesta giudiziaria condotta dalla magistratura italiana sulle Ong che prestano soccorso in mare ai migranti imbarcatisi sulle coste nordafricane e diretti sulla sponda europea del Mediterraneo, sulla base dell’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. (6 aprile 2021)
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