CRIMINALITÀ, Nettuno. Sequestrati beni per oltre 400.000 euro a un pluripregiudicato ritenuto vicino alla camorra

L’uomo, ritenuto vicino al clan camorristico dei casalesi, si era reso protagonista del tentativo di intimidazione delle Forze dell’ordine mediante l’attentato incendiario ai danni di un’autovettura della Guardia di Finanza parcheggiata davanti alla caserma della Compagnia di Nettuno

Ammonta a oltre 400.000 euro il valore del patrimonio nella disponibilità di un pluripregiudicato di Nettuno, sequestrato dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma.

Il provvedimento ablativo, emesso dalla Sezione specializzata misure di prevenzione del Tribunale della capitale su richiesta dell’allora Procuratore della Repubblica di Velletri dottor Francesco Prete, ha a oggetto una villa con piscina, un locale e due attività commerciali, nonché polizze assicurative e conti correnti intestati fittiziamente a familiari e a prestanome di Pasquale Iovinella, ritenuto vicino al clan camorristico dei casalesi e, in passato, in rapporti con esponenti di clan attivi nel quartiere napoletano di Secondigliano.

Iovinella, attualmente agli arresti domiciliari, era stato arrestato dai militari delle Fiamme gialle nel settembre del 2017 per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti.

Il medesimo, nel 2018 si era poi reso protagonista di un inquietante episodio, il tentativo di intimidazione delle Forze dell’ordine mediante l’esecuzione di un attentato incendiario ai danni di un’autovettura della Guardia di Finanza parcheggiata davanti alla caserma della Compagnia di Nettuno, atto materialmente eseguito da due cittadini nordafricani e per il quale egli era stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione in qualità di mandante.

Sono stati proprio gli uomini della Compagnia di Nettuno, coordinati dell’Autorità giudiziaria di Velletri, a ricostruire la figura criminale e il patrimonio dello Iovinella, evidenziando a seguito di meticolosi accertamenti di natura economica la rilevante sproporzione tra i redditi che aveva dichiarato al Fisco e le ricchezze accumulate negli anni in cui era dedito ad attività delittuose.

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