25 APRILE, testimonianze. Le parole della professoressa Paola Del Din, medaglia d’oro al valor militare

Il ricordo del generale Domenico Rossi, già Sottosegretario alla Difesa: «Alla Liberazione fu prezioso il contributo fornito dai militari dei Gruppi di Combattimento dell’Esercito, che affiancarono gli Alleati»



di Domenico Rossi, Generale di C.A. e già Sottosegretario alla Difesa – Nessun commento per il 25 aprile mi appare migliore di quanto scritto dalla Professoressa Paola Del Din medaglia d’oro al valor militare in una lettera che mi inviò quando ero Sotto Segretario alla Difesa.
Ne pubblico uno stralcio che ben individua gli ideali dei giovani,ivi compresi i militari confluiti nelle file partigiane, che hanno combattuto la Guerra di Liberazione.
«Non avevamo idee di guadagni, di potere, di carriera, ma semplicemente di salvare quanto più possibile di quello che rimaneva della nostra Patria distrutta e disperata. Forse intendevamo anche un vivere senza la guerra, senza invasori dal nord e dal sud, senza treni in partenza per portare nostra gente chissà dove. Dove fosse possibile dire liberamente il proprio pensiero. Abituati ad una vita semplice e con risorse limitate, perfino le restrizioni materiali di ogni genere ci parevano sopportabili per il bene ideale della Libertà».
Una Resistenza ,fatta dal popolo,dai partigiani in armi ma anche dai 600.000 militari internati nei campi di concentramento nazisti, dopo l’otto settembre del 1943, che rifiutarono nella quasi totalità di aderire alla Repubblica di Salò. Decine di migliaia pagarono con la vita la loro scelta!
Una componente, spiace sottolineare, ignorata nel video trasmesso da Rai1 per il 25 aprile, in cui molti attori vengono fatti soffermare davanti a targhe commemorative che evidenziano unicamente il sacrificio del popolo e dei partigiani,per il 25 aprile.
Così come non bisogna dimenticare il prezioso contributo,di sangue e di valore, fornito dai militari che formarono i Gruppi di Combattimento che affiancarono in armi gli Alleati nella guerra contro i Tedeschi fino alla liberazione d’Italia.
A tutti vada ancora una volta il nostro doveroso sincero e convinto ringraziamento per averci ridato “la libertà” e con essa la possibilità di costruire una Repubblica fondata sui valori ben espressi dalla nostra Costituzione.
Detto ciò è indubbio che quest’anno la ricorrenza della Liberazione è assolutamente particolare perché forse per la prima volta possiamo dare il giusto peso alla parola “Libertà”,vivendo le necessarie limitazioni derivanti dall’emergenza corona virus.
La mia speranza è che ne sia effettivamente compreso il valore , indispensabile in prospettiva futura ricordando , però, che i valori non si apprendono teoricamente, i valori vanno compresi , vissuti, e soprattutto fissati con l’impegno quotidiano affinché si trasformino in fatti concreti, attraverso scelte e comportamenti coerenti ,condivisi da tutti perché «se vuoi andare veloce, vai da solo, ma se vuoi andare lontano, non puoi che andare insieme ad altri».

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