AFRICA, economia. Regione subsahariana, calo della crescita

Le stime del Fmi parlano di un 3,2% nel 2019. Timori per gli effetti delle guerre commerciali globali, che potrebbero riflettersi sull’Africa alterando i prezzi dei beni prodotti in loco e commercializzati successivamente sui mercati internazionali

L’economia dei paesi dell’Africa sub-sahariana crescerà del 3,2% quest’anno, lo riferisce il Fondo Monetario Internazionale, che ha riveduto le proprie stime al riguardo che erano state pubblicate in aprile, che prevedevano una crescita leggermente superiore di tre decimali.

Lo stesso rapporto, anticipato da alcune fonti di stampa internazionali, vedrebbe la crescita risalire al 3,6% il prossimo anno, dunque sempre in leggero calo rispetto alle stime elaborate nell’aprile, che la davano al 3,7 per cento.

Secondo il rapporto Fmi, l’economia più sviluppata del continente, cioè quella del Sudafrica, dovrebbe crescere solo dello 0,7% quest’anno e dell’1,1% nel 2020, questo mentre il principale paese esportatore di petrolio, la Nigeria, crescerà del 2,3% nel 2019 e del 2,5% nel 2020.

La terza più grande economia della regione, l’Etiopia, che sta perseguendo un ambizioso programma di riforme, viene indicata sulla buona strada per un incremento della crescita, pari al 7,4% nell’anno corrente, con una flessione al 7,2% nel 2020.

In generale, è previsto che quest’anno le economie africane ritenute non ad alta intensità di risorse cresceranno in media del 6%, quasi tre volte più velocemente dei produttori di petrolio del continente e più del doppio rispetto agli altri esportatori di risorse.

Nelle previsioni del Fmi l’inflazione dovrebbe calare dall’8,4% di quest’anno all’8% nel 2020, tenuto però conto delle ampie differenze tra i paesi in termini di Pil.

A pesare sul leggero rallentamento incidono i timori relativi agli effetti delle guerre commerciali globali, che potrebbero riflettersi sull’Africa alterando i prezzi dei beni prodotti in loco e commercilizzati successivamente sui mercati internazionali.

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