LIBIA, guerra civile. Bombardata Misurata, colpito aereo da trasporto russo sulla pista dell’aeroporto, mentre un C-130 italiano inverte la rotta poco prima dell’atterraggio

Il cargo dell’Aeronautica militare italiana probabilmente era decollato dalla base siciliana di Trapani Birgi. Nella città della Tripolitania che affaccia sul Golfo della Sirte è presente una missione militare italiana, l’ospedale da campo difeso dall’Esercito e dai Carabinieri paracadutisti del Reggimento “Tuscania”.

Nella tarda serata di lunedì le forze del generale Khalifa Haftar hanno effettuato l’ennesimo attacco contro l’aerea del complesso che un tempo ospitava l’accademia dell’aeronautica militare di Gheddafi a Misurata.

In seguito, fonti riconducibili all’aviazione dell’Esercito nazionale libico (Lna) hanno annunciato di aver compiuto all’alba di oggi tre raid contro due stazioni radar (radiofari) B14 e B12 situati presso l’accademia aeronautica, oltre al bombardamento di un velivolo da trasporto russo Ilyushin Il-76 TD, che era precedentemente giunto da Ankara (Turchia) recando un carico di armi e di munizioni – «armi e missili guidati utilizzati dall’aeronautica turca», specifica la nota – destinate alle forze del Governo di accordo nazionale libico presieduto da Fayez al-Sarraj.

Nella stessa nota, amplificata successivamente dai media libici, veniva poi rivendicato «il successo totale degli attacchi che non hanno provocato danni collaterali», in essa si ammonivano infine i civili e gli stranieri a «stare lontani dagli assembramenti delle milizie terroristiche» a Misurata, annunciato anche la citata distruzione del cargo russo, avvenuta subito dopo il suo atterraggio.

 

Il giallo del C-130 italiano. Sempre ieri, ma intorno alle ore quattordici, un C-130 dell’Aeronautica militare italiana, probabilmente decollato dalla base di Trapani Birgi e forse diretto verso la città libica di Misurata, ha improvvisamente invertito la rotta interrompendo la sua missione.

Malgrado gli attacchi aerei di Haftar, la pista di atterraggio della città costiera era comunque praticabile dai velivoli provenienti da Tunisia e Turchia, dunque il velivolo militare da trasporto italiano potrebbe essere stato fatto rientrare in Patria a causa di un aggravamento della situazione sul campo di battaglia e nel sovrastante spazio aereo libico.

A Misurata è ancora presente una missione militare italiana, l’ospedale da campo attualmente difeso da soldati della Brigata Pozzuolo del Friuli e da Carabinieri paracadutisti del Reggimento “Tuscania”.

In una fase della guerra civile libica nella quale anche la città costiera viene direttamente interessata dai combattimenti – le milizie locali sono alleate del presidente Fayez al-Serraj – potrebbero manifestarsi ostilità ne confronti degli italiani anche in zone fino a poco tempo fa considerate relativamente stabili e sicure.

Condividi: