IRAN, sequestro petroliera a Gibilterra. Tensioni tra Teheran e Londra, la Repubblica islamica convoca l’ambasciatore britannico

La Royal Navy ha bloccato la nave mentre questa era in navigazione motivando il grave atto con la violazione dell’embargo internazionale. Dura protesta iraniana: «Il sequestro è un deliberato atto di pirateria»

Nella giornata di ieri la marina militare britannica ha fermato e poi sequestrato la Grace 1, petroliera battente bandiera panamense che era in navigazione nelle acque dello Stretto di Gibilterra.

Londra asserisce che il carico della nave, 300.000 tonnellate di petrolio, era destinato alla Siria, paese in guerra oggetto delle sanzioni internazionali decretate dall’Unione europea.

«Abbiamo ragione di credere che la Grace 1 stesse trasportando il suo carico di greggio alla raffineria di Baniyas – ha in seguito dichiarato Fabian Raymond Picardo, Primo ministro di Gibilterra -, un impianto di proprietà di un’entità soggetta alle sanzioni imposte dall’Unione europea alla Siria».

Il sequestro della nave iraniana ha immediatamente ricevuto l’avallo dell’Ammiragliato e della Difesa di Londra, dove il fermo è stato definito come «una ferma azione delle autorità di Gibilterra tesa a fare rispettare le sanzioni dell’Unione europea contro la Siria».

Ovviamente molto felici anche a Washington, dove il Consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Donald Trump, il falco John Bolton, si è espresso più che favorevolmente riguardo ai fatti.

Tuttavia, Londra non si sporca troppo le mani con questa vicenda che è destinata ad alimentare la tensione già alta.

Nella capitale britannica, dove si vorrebbe evitare di apparire eccessivamente allineati alla politica anti-iraniana di Washington,  hanno infatti negato che la petroliera iraniana sia stata intercettata su esplicita richiesta degli americani, smentendo in tal senso le affermazioni rese pubblicamente in precedenza dal ministro degli esteri spagnolo Josep Borrel.

Dal canto suo, Teheran ha vibratamente protestato convocando l’ambasciatore britannico presso la Repubblica Islamica. Gli iraniani hanno definito illegale il sequestro e hanno preteso l’immediato rilascio della nave.

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