RUSSIA, Mare di Barents. Incidente al sottomarino nucleare Losharik, 14 marinai morti asfissiati

Mosca ha diffuso la notizia con un giorno di ritardo. L’unità a propulsione nucleare ora si trova nella base navale di Severomorsk, la sua missione ufficiale era l’effettuazione di ricerche sui fondali oceanici, ma probabilmente stava conducendo operazioni di altra natura. Basso comunque il livello di radioattività registrato nell’ambiente

Con notevole ritardo rispetto al momento in cui è avvenuto il fatto (probabilmente lunedì sera), le autorità della Federazione russa hanno comunicato la notizia dell’incidente occorso al sottomarino nucleare (definito come «di ricerca») incendiatosi nel Mare di Barents.

Quattordici le vittime tra i marinai, sette dei quali ricoprivano il grado di capitano di prima classe. Una concentrazione eccessiva di ufficiali di tale casato, aspetto che ha indotto quindi gli analisti della materia a ritenere che l’unità della marina russa in realtà stesse effettuando attività di intelligence o altre operazioni di particolare natura.

Una tragedia che riporta alla mente quella più grave del Kursk, verificatasi quasi venti anni fa. Nell’incidente della scorsa settimana a essere coinvolto sarebbe stato il sottomarino a propulsione nucleare Losharik (Progetto 210), in servizio dal 1997 e ufficialmente impegnato nello studio del fondale oceanico.

Tuttavia, dalla vicina Norvegia non provengono segnalazioni di incrementi anomali del livello di radioattività nell’ambiente.

Intanto, martedì il presidente russo Vladimir Putin ha cancellato tutti i suoi impegni in agenda e ha convocato con urgenza una riunione al vertice, dopodiché ha disposto che il ministro della difesa Sergeij Shoigu si recasse immediatamente nella base militare di Severomorsk, nel Mare di Barents, allo scopo di seguire in prima persona sul posto gli sviluppi dell’incidente.

In questa base navale del distretto di Murmansk è stato infatti riportato il battello dopo che l’incendio è stato spento.

Sottomarini nucleari della classe dell’AS-12 Losharik, trovano solitamente impiego in operazioni di intelligence, intercettazione delle comunicazioni attraverso i cavi oceanici e altre missioni speciali, quasi tutte in acque molto profonde, una ragione che spiega l’estremo riserbo di Mosca mantenuto su di esso.

Il fatto poi che il vicepresidente americano Mike Pence – che al momento in cui Washington è venuta al corrente della notizia si trovava in volo sull’Air Force2 – sia stato richiamato urgentemente nella capitale statunitense ha ovviamente ammantato ancora di più di mistero la tragedia.

Tuttavia non è chiaro se l’episodio sia da collegarsi all’incidente del sottomarino russo.

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