AFRICA, Camerun. Rilascio dei giornalisti di “Le Jour” L’African Movement for New Indipendence incoraggia il governo di Yaondé a collaborare per un abbassamento della tensione nel Paese.

(02FEB19, redazione insidertrend.it; fonte: Journal du Cameroun, foto: indro.it) – Venerdì 1º febbraio è stata resa nota la notizia della liberazione di David Eyengue e Théodore Tchopa, giornalisti del quotidiano “Le Jour”, fermati a Douala alla fine del mese scorso in concomitanza con l’arresto di Maurice Kamto – principale oppositore del presidente in carica Paul Biya) e di altri membri del MRC (Movimento per la Rinascita del Camerun), effettuato dalle autorità. L’African Movement for New Indipendence (MANIDEM) ha espresso il suo apprezzamento per il positivo sviluppo della vicenda, incoraggiando al contempo il governo di Yaondé a proseguire la propria azione politica nel solco della distensione nazionale. Unica strada percorribile – ha aggiunto in un proprio comunicato MANIDEM – nella prospettiva di un’uscita dalla situazione di crisi che da tempo il Paese africano sta attraversando. Il comunicato ufficiale dell’organizzazione, a firma Bedimo Kuo (segretario alla comunicazione dell’ufficio politico del comitato direttivo del partito), è stato fatto pervenire alla stampa da Douala, maggiore agglomerato urbano del paese e capitale commerciale del Camerun. Il comunicato “aperturista” del MANIDEM fa seguito alla petizione precedentemente lanciata il 15 gennaio allo scopo di porre fine a quella che viene definita come «la guerra in corso» nelle regioni nord-occidentali e sud-occidentali. In essa veniva proposta la cessazione dei combattimenti e l’inizio di un negoziato al fine di giungere a una soluzione duratura che possa portare alla pace. I promotori dell’iniziativa, denominata “Pace Ora”, rifiutano qualsiasi tentativo di spartizione del Paese, opponendosi così ai secessionisti. Le elezioni presidenziali indette del dicembre 2018 e la ricandidatura dell’eterno Paul Biya. Nel recente passato nessuno si era illuso che il 2018 potesse essere l’anno dell’alternanza alla guida del Camerun. Le elezioni si sono svolte in un clima tranquillo nella parte francofona del paese (otto regioni su dieci), diversamente da quanto verificatosi elle due regione anglofone, praticamente sotto assedio, dove si sono registrati incidenti che hanno provocato vittime, in particolare nella città di Bamenda. I primi risultati provvisori, in seguito confermati ufficialmente, davano Biya rieletto con il 70% dei consensi, seguito dal candidato sfidante del Movimento per la Rinascita del Camerun Maurice Kantò, che ha ottenuto poco più del 15% dei voti, mentre al terzo posto l’outsider dell’Unione Nazionale per l’Integrazione verso la Solidarietà. Nelle due regioni anglofone le violenze continuano. Il presidente Biya, al suo settimo mandato, ha iniziato a lavorare alla formazione di un nuovo esecutivo. L’anziano presidente in carica Paul Biya (85 anni), ha vinto le consultazioni per il rinnovo della massima carica del Paese centroafricano assicurandosi l’ennesimo mandato settennale. Egli ha altresì nominato un nuovo primo ministro, Joseph Ndiyon Gutè, giurista e docente di diritto negli anni Ottanta e in seguito ministro degli Affari Speciali presso il palazzo presidenziale della capitale Yaoundé. In un paese dove non c’è praticamente alternanza al governo, si attende dunque la formazione del nuovo esecutivo. Un altro importante aspetto degno di attenta osservazione è quello dei delicati equilibri etnici all’interno del sistema di potere, nel quale le popolazioni delle regioni meridionali anglofone sono da anni in lotta contro il governo centrale a causa della mancata assicurazione del rispetto dei diritti fondamentali e per l’autonomia e il riconoscimento dell’autonomia e dell’identità culturale e linguistica delle regioni del sud-ovest, dove vivono le etnie Bassa, Pahouin e Douala, in buona parte di religione cristiana. I rimanenti due terzi della popolazione camerunense vive invece nel nord (etnie Fulani, Bamiléké e Kirdi) con parte dei fulani insediati nella zona delle montagne occidentali, mentre un’altra consistente componente dei Kirdi nel nord pratica forme di nomadismo; infine, piccoli e isolati gruppi di pigmei vive nelle foreste del sud-est del Paese. Gli esecutivi al potere devono farsi carico del rilancio dell’economia nazionale oggi in crisi, ma un tempo tra le più fiorenti dell’Africa centrale grazie alle modernizzazioni e alla diversificazione produttiva realizzata negli anni Sessanta e Settanta. Permane un’assenza di reale visione strategica riguardo al futuro e la corruzione costituisce un problema ormai cronico. Fondo monetario internazionale, missione in Camerun nel novembre 2018: previsione di una crescita a un tasso del 4,4%, tenuto anche conto della prevista realizzazione del complesso di opere infrastrutturali che erano state programmate in vista dell’organizzazione e dello svolgimento del torneo internazionale di calcio della Coppa panafricana, che poi, però, la Confederazione africana del football ha assegnato ad altri a causa dei ritardi nei lavori in Camerun. Il Camerun è importante perché, pur essendo afflitto da seri problemi interni, ha comunque rappresentato da sempre un punto di riferimento per l’intera regione centroafricana e anche perché – oltre alle sommosse in atto nelle zone anglofone del Paese – viene seriamente minacciato dalle destabilizzanti incursioni degli islamisti radicali di Boko Haram, che agiscono nel settentrione musulmano ai confini con il Ciad e la Nigeria.

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